Qualche giorno fa, in una scuola veneta, un presidente di commissione agli esami di Maturità si è sentito male ed è svenuto. Si pensa che a causare il malore sia stato il forte caldo percepito, in giornate estenuanti come quelle dei colloqui orali.
A commentare la notizia è stato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Non si possono svolgere esami e attività scolastiche di ogni genere in classi dove si sfiorano i 40 gradi centigradi. Con il clima sempre più torrido bisogna avere il coraggio di intervenire in modo strutturale, attrezzando le aule con opere di climatizzazione fisse, così da agevolare le operazioni di formazione e di verifica tutelando la salute del personale e, ovviamente, degli studenti. Non si può rischiare la vita a scuola”.
Il sindacalista ha richiamato l’attenzione pubblica anche sulla necessità di rivedere il calendario scolastico: “Come sindacato, da anni chiediamo la riapertura delle scuole ad ottobre, altro che l’anticipo al 31 agosto: chi si batte per mandare in classe alunni e personale scolastico a 40 gradi non fa il bene della scuola e non si rende conto che gli istituti scolastici non sono luoghi di babysitteraggio. Per il futuro siamo pronti a diffidare le istituzioni che dovessero non prendere provvedimenti per tutelare la salute dei discenti, dei docenti e di tutto il personale della scuola”, ha concluso il leader dell’Anief.
Il presidente di commissione, ad un certo punto, dopo una mattinata di esami orali, è svenuto all’improvviso, è quindi caduto a peso morto ed ha sbattuto la testa ferendosi. Immediatamente è stato chiamato il 118 e un’ambulanza ha trasportato il docente all’ospedale, mentre gli esami sono stati sospesi.
“Abbiamo rispettato il protocollo di sicurezza previsto in questi casi – spiega il preside reggente all’istituto tecnico – quindi abbiamo chiamato i soccorsi ed è intervenuta l’ambulanza, abbiamo sospeso gli esami di maturità perché la commissione era rimasta senza presidente e abbiamo avvisato gli uffici scolastici di quanto successo”.
Dai primi riscontri pare che l’insegnante non abbia avuto nulla di grave. “La scuola, come tutte, non è climatizzata – spiega il preside – cerchiamo di utilizzare le aule meno calde e di lasciare le finestre aperte per arieggiare. Quindi il clima è vivibile, ma certamente non è fresco. Questo problema riguarda tutti gli istituti: nessuna scuola è infatti dotata di impianti di refrigerazione”.
“Va detto che per le commissioni, quello della maturità, è sempre un periodo molto intenso. Spesso i presidenti vengono da fuori città e quindi spostarsi tutte le mattine per raggiungere la sede e affrontare gli esami già di per sè è impegnativo, se poi si aggiungono le temperature elevate di questi giorni diventa ancora più faticoso”.
A quanto pare, il docente dovrebbe essere tornato già al lavoro. “Questo ci rassicura sul fatto che le sue condizioni non siano serie”, ha concluso il preside.
Ecco cosa ha detto il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara sul tema dei condizionatori a scuola di recente: “Stiamo affrontando anche il tema dei condizionatori, perché con gli investimenti enormi che abbiamo fatto in questi anni, grazie anche ai fondi PNRR sono sempre più numerose le scuole dotate di aria condizionata”, ha spiegato Valditara, ribadendo la necessità di un “incentivo economico a favore degli enti locali”, che sono proprietari degli immobili.
Gli Open Data del Ministero dell’Istruzione e del Merito – aggiornati all’a.s. 2022/23 – visionati dalla Tecnica della Scuola, danno conto della situazione delle aule di 61.308 edifici scolastici in tutto il Paese: di questi, appena 3.966 risultano dotati di condizionatori, il 6,45% del totale.
Per altri 24.888 (40,6%) i dati non sono disponibili. Per 32.462 edifici (52,95%), infine, è messo nero su bianco che i condizionatori non ci sono. Complessivamente sono 57.350 gli edifici in cui non è garantita la refrigerazione, il 93,55% del totale.