Un ragazzo respinto due volte per un’insufficienza in matematica, nonostante i progressi registrati nel corso dell’anno. Una famiglia che si rivolge ai tribunali amministrativi. E infine una sentenza che dà torto alla scuola e le impone anche il pagamento delle spese legali. È quanto accaduto a Merano, dove il Tar di Bolzano ha annullato la bocciatura di uno studente di terza superiore di un istituto tecnico professionale, ritenendo che il Consiglio di classe avesse “travisato i fatti”.
Come riporta il Corriere, al termine dello scorso anno scolastico, lo studente era stato non ammesso alla classe successiva a causa di un’insufficienza in matematica, l’unica materia per la quale era stato sospeso il giudizio. Superato l’esame di riparazione estivo, il Consiglio di classe aveva tuttavia confermato la bocciatura. I genitori avevano quindi presentato reclamo direttamente alla scuola, ottenendo un secondo rigetto. Solo a quel punto la famiglia si era rivolta a degli avvocati, che il 24 ottobre dello scorso anno avevano depositato ricorso al Tar. Nel frattempo il ragazzo si era iscritto a una scuola privata per non perdere l’anno.
Il 30 marzo scorso il Tribunale amministrativo regionale di Bolzano ha depositato una sentenza di 19 pagine con cui ha annullato il provvedimento della scuola e condannato l’istituto al pagamento di tremila euro di spese di giudizio. I giudici hanno stabilito che il giudizio sul rendimento scolastico “deve essere subordinato a una valutazione complessiva dello studente” e che il Consiglio di classe si era posto “in radicale e insanabile contrasto con i voti oggettivamente riportati durante l’anno”. Secondo i magistrati, i docenti non avevano tenuto conto del miglioramento tra il primo e il secondo quadrimestre. I voti insufficienti nelle materie scientifiche, ricondotti dagli insegnanti a basi matematiche incerte, risultavano “radicalmente smentiti” dal voto di piena sufficienza ottenuto proprio in quelle stesse discipline. Persino in matematica, rileva la sentenza, lo studente aveva migliorato la propria votazione all’esame di riparazione.
Il quadro complessivo delineato dal Tar è quello di uno studente in costante miglioramento, i cui progressi erano stati sistematicamente sottovalutati. A fronte di quattro insufficienze nel primo quadrimestre, il ragazzo aveva migliorato il voto in ben otto materie su quattordici. Eppure era stato fermato per una sola insufficienza, in matematica. Ora la decisione del Tar apre due strade: il ragazzo potrà scegliere se tornare nella sua classe, che nel frattempo ha raggiunto il quarto anno, oppure proseguire nel percorso avviato presso la scuola privata dove si è iscritto a inizio anno. La sentenza è già stata notificata ai vertici dell’istituto.