Home Alunni Esami di Stato: “quizzone” addio. Le altre novità

Esami di Stato: “quizzone” addio. Le altre novità

CONDIVIDI

A giorni, come previsto dal comma 181 lettera i 2) della legge 107, sarà pubblicato il decreto legislativo per la revisione delle modalità di svolgimento degli esami di Stato per la scuola secondaria di secondo grado, ma che riguarderà gli studenti dall’anno scolastico 2017-2018.

Queste le principali novità, così come le racconta Il Sole 24 Ore:

Icotea

Invalsi

Nel corso del quinto anno saranno previste prove Invalsi a carattere nazionale, «computer based» e adattive, in tre materie: italiano, matematica e inglese. Quest’ultima certificherà i livelli di apprendimento in coerenza con il Quadro comune Europeo di riferimento per le lingue (Qcer – A1, …,C2).  I docenti avranno l’obbligo della somministrazione delle prove agli studenti.

Ammissione agli esami

Per poter essere ammessi agli esami saranno necessarie tre condizioni:

1.avere ottenuto nello scrutinio finale la media del 6 (e non più la sufficienza in tutte le discipline del curricolo);

2.partecipare alle prove Invalsi;

3.partecipare alle attività di alternanza scuola lavoro previste dalla legge 107 (200 ore nei licei e 400 nei tecnici e professionali da svolgere nel triennio).

Il credito scolastico, che attualmente vale fino a 25 punti, avrà un’incidenza fino a 40 punti. Probabilmente si terrà conto anche della valutazione delle attività di alternanza scuola lavoro e delle prove Invalsi.

Da sistemare in tal caso l’anomalia grossolana: l’Invalsi, come è noto, ha solo compiti di rilevazione degli apprendimenti, e non funzioni di valutazione degli alunni che l’attuale quadro normativo riconosce esclusivamente ai docenti.

 

 

{loadposition eb-valore-formativo}

 

Commissione di esami

Ancora in forse la scelta tra due alternative:

1) costituita da tutti i membri interni del consiglio di classe e presieduta da un presidente esterno per ogni commissione (la più probabile anche per abbattere i costi);

2) formata da tre membri interni, tre esterni e da un presidente esterno, ma unico che presiederà gli scrutini finali di tutte le commissioni e garantirà l’uniformità delle operazioni d’esame.

Le prove scritte

Le prove scritte saranno sempre a carattere nazionale, ma, per elaborarle, il Miur terrà conto dei profili in uscita di ogni indirizzo. Tre le novità importanti:

1.introduzione di griglie con punteggi per la correzione;

2.obbligo di superare due sole prove scritte a carattere nazionale (italiano e prova di indirizzo);

3.punteggio massimo totale di 40 punti per le due prove scritte (ognuna delle due prove scritte massimo 20 punti).

Il “quizzone”, dovrebbe andare in “soffitta” .

Il colloquio

Oltre alle due prove scritte ci sarà un colloquio per accertare le competenze relative al profilo dello studente e la sua capacità argomentativa e critica a partire da un testo o da un documento scelto tra le proposte elaborate dalla commissione e comprende l’esposizione delle attività svolte in alternanza.

Le commissioni devono tenere conto (comma 30 della 107) nello svolgimento dei colloqui di quanto raccolto nel «curriculum digitale dello studente» (competenze acquisite, eventuali scelte degli insegnamenti opzionali, esperienze formative anche in alternanza scuola-lavoro e attività culturali, artistiche, di pratiche musicali, sportive e di volontariato, svolte in ambito extrascolastico).

Il colloquio avrà un punteggio massimo pari a 20.

Documento di valutazione finale

L’esito finale dell’esame sarà sempre espresso in centesimi, ma il documento finale conterrà anche gli esiti delle prove Invalsi, i voti di ammissione, eventuali lacune riscontrate in sede di scrutinio per l’ammissione, i risultati delle prove d’esame, l’esito di eventuali percorsi opzionali, i certificati di competenze rilasciati da aziende o enti in cui si è svolta l’alternanza scuola lavoro, altre certificazioni esterne conseguite dallo studente.

L’obiettivo del Governo è quello di puntare a una valutazione finale non più selettiva, né meramente sommativa, ma formativa o meglio “autentica” in quanto ottenuta attraverso «esperienze di apprendimento».

E’ auspicabile l’utilizzo di soluzioni uniformi su tutto il ciclo di studi in modo da rendere l’intero sistema coerente.