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Studiare la letteratura con o senza un ordine storico, un problema tuttora aparto

Da una prima lettura della proposta o bozza di indicazioni nazionali per il liceo classico, che non voglia indulgere al gioco di “Chi c’e, chi non c’è “, pare trasparire un’ostilità esplicita per uno studio della letteratura mediato dalla critica letteraria, cioè dalla riflessione e autoriflessione sul fatto artistico di accademici, filologi, autori. Calvino sconsigliava la lettura di libri che parlano di libri: preso alla lettera il suggerimento è un invito alla lettura solitaria di testi privi di note, come voleva Croce, e poco importa se il lettore si lascia sfuggire il senso di una parola o espressione, se l’incomprensione è ampiamente compensata dal piacere di una lettura impressionistica, ove il critico e il lettore (imberbe) coincidono.

Così, queste indicazioni, nelle quali figure importanti della storia letteraria e suscitatori di movimenti e correnti come Vittorini e Sanguineti non sono menzionati, sanciscono il primato del lettore inconsapevole, non più obbligato a ricavare dal contesto storico, sociale e culturale, il significato di un’opera letteraria. Ovvio che una lettura così intesa non sia poi la più adatta a comprendere autori come Roversi o Zanzotto, e a dire il vero nemmeno  Leopardi se fatta ignorando, che so, quanto di illuminante sul poeta recanatese scrissero Walter Binni o Cesare Luporini. L’indizio di questa idiosincrasia per la critica è costituito dall’elenco riportato a modo di esempio di testi saggistici che l’insegnante può proporre per la lettura, tra i quali non figurano testi di critici militanti o accademici, o filologi quali Pasquali, Contini, Mengaldo ecc.. L’accostamento poi già nel primo biennio ad autori contemporanei conferma l’impressione che ad ispirare le indicazioni sia stata una concezione astorica delle opere letterarie, per il cui studio un ordine cronologico pare superfluo.

Resta da chiedersi se una letteratura italiana così intesa, eradicata dalla storia e dalla cultura che l’hanno resa possibile, possa ancora costituire un riferimento ideale per quei giovani coscienti ed impegnati a costruire il futuro del nostro paese.

Luca Fiocchi Nicolai


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