Qualche anno fa si è discusso molto in merito a quanto accaduto in una scuola in provincia di Teramo: in occasione della Giornata della Memoria due classi di quinta elementare sono stati invitati a cantare il brano “Faccetta Nera“, legato da sempre al fascismo, per far capire ai bambini come “all’epoca del fascismo la vita per un bambino non era colorata come oggi”.
Dopo gli attacchi dell’Anpi sollecitati dai genitori dei bambini, l’allora dirigente scolastica, come riporta La Repubblica, stigmatizzò l’episodio, “agghiacciante”, definendolo una scelta “sconsiderata da parte della docente” verso la quale minacciò provvedimenti. Tuttavia la stessa non venne punita.
La dirigente scolastica, ora, è stata nominata dal ministro della Cultura Alessandro Giuli nel consiglio d’amministrazione dei musei statali della regione Abruzzo. Il Pd chiede “con quale criterio il ministro continui a consentire l’occupazione delle istituzioni culturali con esponenti del proprio partito, trasformando incarichi di prestigio in parcheggi per candidati bocciati e figure ideologicamente segnate e discutibili”.
Nella vicenda interviene anche lo stesso governatore abruzzese Marco Marsilio che esprime solidarietà alla ds “oggetto di una vera e propria aggressione squadristica da parte del Partito democratico, prontamente rilanciata da ‘Repubblica’. Aggressione che si fonda su una calunnia e una mistificazione che va avanti da ormai tre anni”.
“La vicenda del 2023 è stata completamente strumentalizzata – spiega lei, ad Ansa -. Una docente di una quinta primaria mostrò un filmato storico contenente ‘Faccetta nera‘. Nessun bambino fu costretto a cantare. Dopo la segnalazione di un genitore e l’interesse dell’Anpi, furono convocate riunioni chiarificatrici e adottato un provvedimento disciplinare conclusosi positivamente”.
La dirigente respinge “con fermezza le diffamazioni: non sono mai stata protagonista dei fatti che mi attribuiscono. Trovo vergognoso che un parlamentare della Repubblica si documenti su Internet. Trovo ancora più offensivo della democrazia che un autorevole quotidiano scriva queste invenzioni senza prima appurare la verità, contro qualsiasi deontologia professionale. La solita mossa politica e strumentale propria di chi non ha argomenti per ribaltare una realtà che li vede perdenti ovunque. Continuerò a svolgere con impegno, serietà e rispetto il mio ruolo mettendo al centro la valorizzazione della cultura e del nostro territorio”.