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15.12.2025

Famiglia nel bosco, Lega: buono scuola per chi sceglie l’istruzione parentale, la proposta

Il caso della famiglia nel bosco, formata da due genitori anglo-australiani che hanno scelto l’unschooling per i propri tre figli, ha scoperchiato un tema che al momento è più scottante che mai: l’istruzione parentale, ossia la scelta, totalmente legale, di non mandare i figli in una scuola pubblica o privata.

Le parole di Sasso

Ecco cosa ha detto il deputato della Lega Rossano Sasso, capogruppo in commissione Scienza, Cultura e Istruzione e primo firmatario della proposta di legge della Lega sull’istruzione parentale. “In Italia, già oggi, sono circa 16mila gli studenti che seguono percorsi di istruzione parentale, una scelta diffusa e radicata tra le famiglie che desiderano un approccio personalizzato per i propri figli. Per questo la Lega ha presentato una Pdl che introduce misure concrete per il sostegno economico per questo tipo di istruzione. Per noi è essenziale valorizzare la libertà di scelta educativa, sancita dall’articolo 30 della Costituzione, che attribuisce ai genitori il diritto e il dovere di istruire ed educare i propri figli”.

“Con l’introduzione di un ‘buono scuola’ variabile in base all’ISEE, vogliamo garantire che ogni famiglia, a prescindere dalle condizioni economiche, possa optare liberamente per l’istruzione parentale, senza che il costo rappresenti un ostacolo insormontabile. Non vogliamo in alcun modo contrapporre la scuola pubblica ad altre forme educative, ma promuovere un pluralismo reale e garantire la libertà di scelta educativa. La Lega ha sempre sostenuto il primato dei genitori nell’educazione e non solo nelle ultime settimane con il dibattito riacceso dal caso della famiglia nel bosco, che resta un caso a sè e che ci auguriamo di cuore si possa risolvere al più presto con il ritorno dei bambini da mamma e papà. Ci sono però altre migliaia di famiglie che vanno tutelate. Vanno evitati conflitti e strumentalizzazioni, trovando  strumenti legislativi che tutelino i minori garantendo al contempo il diritto delle famiglie a decidere autonomamente, nel rispetto delle norme. Sia che si tratti di scuola pubblica, di scuola paritaria o di istruzione parentale, va garantito il diritto allo studio di tutti i bambini e i ragazzi che rientrano nel sistema nazionale pubblico di istruzione”, ha concluso.

Buono scuola per istruzione parentale, come funzionerebbe?

Alla Camera, la Lega depositerà una proposta di legge a firma di Sasso, visionata, come riporta Today, in anteprima dall’AdnKronos, che vuole fornire una sponda a quei genitori che decidono di occuparsi direttamente, in casa, dell’educazione scolastica dei propri figli, proponendo di assegnare alle famiglie.

Si tratta di un contributo in denaro, che potrà arrivare, in base alla dichiarazione Isee, a 800 euro l’anno per la scuole elementari e 1700 per le medie. Un aiuto economico che sostenga “concretamente le famiglie che decidano in autonomia di provvedere all’istruzione dei propri figli”, si legge nella bozza della pdl, dove potrebbero trovar posto emendamenti dei partiti di governo, di FdI e FI. Il provvedimento si rivolge a una platea – quella delle famiglie che ricorrono all’istruzione parentale in Italia – stimata in 16mila nuclei.


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