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Aggiornato il 09.01.2026
alle 11:38

Famiglia nel bosco, Tamaro difende la scuola parentale: “Quella pubblica è ritenuta luogo di indottrinamento”

Non si placano le polemiche sulla “famiglia nel bosco”. A intervenire sulla vicenda dei coniugi Trevallion e dei loro tre figli, sul Corriere della Sera, è la scrittrice Susanna Tamaro, che si schiera dalla parte dei genitori. “Quali sono stati i crimini per cui è stata sequestrata e distrutta una famiglia?“, si chiede Tamaro. “Non avere un bagno in casa? Negli anni Settanta in Friuli, dove vivevo, quasi nessuno dei miei compagni di scuola che viveva in campagna aveva il bagno”.

Il tema della lingua e del freddo

Per quanto riguarda l’educazione, l’autrice di Va dove ti porta il cuore invita a non drammatizzare. “La bambina di sei anni non sa leggere?”, domanda ancora. “Si tratta di bambini bilingui che hanno naturalmente una difficoltà ad apprendere una lingua sconosciuta. Non c’è riscaldamento in casa, ma solo una stufa? Devo confessare che anch’io, mentre sto scrivendo, sono seduta accanto alla stufa mentre il resto della casa non è riscaldato”.

“In Italia 16mila scuole parentali”

Tamaro insiste sul tema dell’educazione dei ragazzi. “Se il problema poi è la scuola parentale, vorrei segnalare che perfino nel mio paese, negli anni post Covid, ne è nata una”, commenta la scrittrice. “Ormai in Italia sono sedicimila, e questo dovrebbe far riflettere non poco, perché vuol dire che sempre più genitori non vogliono mandare i figli alla scuola pubblica, considerata un luogo non di apprendimento ma di indottrinamento“.

“Ragazzi sono in ambiente fragile”

Tamaro, infine, sottolinea come la situazione attuale rischi di essere pericolosa per i ragazzi. “Leggo che i Trevillion devono aspettare 120 giorni a partire dal 23 gennaio per la perizia psichiatrica, per sapere cioè se possono riavere la responsabilità genitoriale, attualmente sospesa. Quattro mesi in più per i loro figli in un ambiente che certo non è la scuola Montessori e che finirà per devastare definitivamente il loro già fragile equilibro“.

“Gravissima interruzione della vita”

“Senza questa gravissima interruzione della loro vita, cosa avrebbero fatto da grandi i piccoli Trevillion?”, conclude Tamaro. “Una forse sarebbe diventata una grande esperta di Ai, un’ altra poteva lavorare in qualche zona di guerra, e il terzo sarebbe rimasto a vivere in campagna con i cari animali e i genitori, diventando a sua volta padre e continuando così quell’incredibile avventura che è la vita”. La questione è destinata a far discutere ancora.

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