Una docente che ha notevoli problemi di asma ci pone una domanda molto delicata per il suo stato di salute: “Il dirigente scolastico mi ha assegnato in un plesso scolastico dove le aule non hanno le finestre apribili, la luce filtra da dei lucernari fissi che si trovano ad un’altezza di circa quattro metri rispetto la cattedra. Mi chiedo e vi chiedo, ma queste aule sono a norma?”.
Le aule scolastiche che non dovessero avere finestre apribili non sono a norma e presentano un grave rischio per la salute degli studenti e di tutto il personale. L’aerazione naturale diretta deve essere garantita in ogni aula scolastica come specificato nei Criteri Ambientali Minimi (CAM) e nel D.M. 18 dicembre 1975. Il quadro normativo, in relazione alla ventilazione meccanica nelle aule scolastiche, si è ulteriormente consolidato con la pubblicazione della norma UNI 12016:2026, che stabilisce proprio i requisiti specifici per gli impianti di ventilazione nelle scuole di ogni ordine e grado.
Nel caso in specie descritto dalla docente, un’aula standard con una sola presa di luce in alto, a circa quattro metri dalla cattedra, non apribile (come un lucernario fisso) non è a norma per lo svolgimento delle normali attività didattiche, tenendo anche conto che una giornata scolastica obbliga gli studenti a stare in aula per almeno 4 ore o anche di più e i docenti potrebbero permanere nella classe senza finestre apribili anche per due ore consecutive. In uno stato patologico di asma, sarebbe consigliabile evitare lo stazionare in aule di questo tipo per evitare rischi alla propria salute.
Anche qualora nell’aula scolastica fosse presente un sistema di Ventilazione Meccanica Controllata (VMC) secondo le recenti normative UNI 12016, questo dovrebbe integrare e migliorare la qualità dell’aria, ma di fatto non sostituirebbe i requisiti base di igiene edilizia previsti per le aule delle scuole pubbliche e private.
È utile sottolineare che le aule scolastiche devono garantire condizioni di sicurezza in caso di emergenza. Ambienti completamente chiusi e senza visibilità verso l’esterno, come quello descritto dalla docente che ha posto il quesito alla nostra redazione, ostacolano l’orientamento in caso di blackout o evacuazione. In caso di incendio e del fumo che potrebbe penetrare all’interno dell’aula senza finestre apribili, appare evidente a tutti le conseguenze che potrebbero scaturire in termini di intossicazione ma anche in termini di panico. La mancanza di finestre apribili e comunque non raggiungibili per la loro posizione è un forte ostacolo per l’eventuale azione di savlataggio dei vigili del fuoco ain caso di evacuazione dell’edificio.
Un’aula scolastica scarsamente illuminata di luce naturale, dove è impedita la visuale orizzontale dei luoghi esterni, determina stati di ansia, senso di claustrofobia e aggrava gli stati depressivi degli studenti ma anche dei docenti. Nel caso dei lavoratori della scuola, è importante ricordare che il dirigente scolastico deve garantire la piena sicurezza fisica e mentale di tutto il personale e deve garantire quanto previsto, in tema di sicurezza nel lavoro, gli aspetti normativi del d.lgs.81/2008. Rispetto l’illuminamento e i relativi effetti psicologici, possiamo dire che l’illuminamento dei locali scolastici interviene direttamente sullo stato psicofisico e sui livelli di stress correlato al lavoro di docenti e personale ata.