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Prima ora - le notizie del 9 settembre

09.09.2026

Festa del Fatto Quotidiano 2026 al via con un flashmob dedicato i docenti: “Vogliamo stipendi dei prof adeguati alle medie europee”

“Il futuro non si arma, si insegna. Ridiamo dignità alla scuola”. Oggi, 9 settembre, ad aprire la Festa del Fatto Quotidiano sarà un flash mob dedicato ad una battaglia per gli insegnanti.

Il flashmob

“Perché investire nella scuola significa investire nelle persone, nella conoscenza e nelle future generazioni. E gli insegnanti hanno un ruolo decisivo nel costruire l’Italia di domani: è tempo di tornare a considerarli una priorità”, scrivono dal quotidiano.

Con i contributi di artisti, intellettuali, insegnanti, associazioni, di personalità del mondo della scuola e dei giornalisti del Fatto, ci saranno anche gli interventi del Premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi e di Tomaso Montanari. Tutto si svolgerà alle 18:00 a Marina di Pietrasanta, a Lucca.

Le richieste

“I nostri insegnanti guadagnano il 33% in meno rispetto ai laureati italiani e hanno perso il 4,4% del potere d’acquisto in 10 anni. La centralità della scuola non può restare solo una promessa: serve un investimento concreto sulla professione docente per proteggere la nostra democrazia e il futuro del Paese.

Cosa chiediamo al Governo?

Stipendi adeguati ai livelli europei e recupero dell’inflazione

Valorizzazione della professione con una strategia seria e strutturale

Investire nella scuola significa investire nella pace e nella conoscenza”, questo il contenuto di un post Instagram della testata.

La petizione

Il Fatto Quotidiano ha anche lanciato una petizione su ioscelgo.org in cui si chiede:

1 – Un adeguamento strutturale degli stipendi dei docenti italiani, finalizzato a ridurre concretamente il divario retributivo esistente con i principali Paesi europei. Un piano pluriennale di crescita delle retribuzioni, che porti progressivamente gli stipendi dei docenti italiani verso livelli comparabili con quelli dei colleghi europei, tenendo conto del costo della vita e del livello di qualificazione richiesto: il pieno recupero del potere d’acquisto perso negli ultimi anni e il costante adeguamento all’inflazione devono essere il punto di partenza.

2 – Una valorizzazione non solo economica della professionalità docente, che riconosca concretamente formazione, esperienza, responsabilità e fornisca gli strumenti adeguati, per ridare prestigio sociale a questa professione cruciale per la salute della democrazia. Chiediamo al Governo e al Parlamento di abbandonare la logica degli interventi minimi e temporanei e di affrontare finalmente il problema delle retribuzioni dei docenti italiani con una strategia seria, strutturale e di lungo periodo. Investire nella scuola significa investire nelle persone, nella conoscenza, nella cultura, nella pace e nel futuro di tutti e tutte noi.

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