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01.04.2026

Firma contratto scuola il 1° aprile? Incontro alle ore 10, tutte le ultime novità

Rinnovo contratto scuola, ci siamo: oggi, 1° aprile, alle ore 10:00, si svolge un incontro relativo alla prosecuzione della trattativa del rinnovo contrattuale CCNL personale comparto Istruzione Ricerca 2025 – 2027, all’Aran.

Potrebbe essere l’incontro decisivo per la firma della parte economica del contratto.

Aumenti stipendi, di quanto?

Come ricordato da ItaliaOggi e Il Sole24Ore, la legge di bilancio 2025 ha fissato per i rinnovi un incremento complessivo del 5,4%. Tradotto in busta paga, questo parametro porta ad aumenti medi lordi mensili di circa 143 euro per i docenti e 104 euro per il personale Ata. Per i docenti: l’aumento medio oscilla dai 110,16 euro per i neoassunti dell’infanzia e primaria fino ai 185,38 euro per i laureati della secondaria con oltre 35 anni di servizio. Per il personale Ata il valore medio di 104 euro varia dagli 85,77 euro per i collaboratori a inizio carriera fino ai 128 euro per un assistente amministrativo a fine carriera.

Dato che il nuovo contratto copre il periodo che parte dal 1° gennaio 2025, l’annunciata firma di aprile della parte economica farà scattare il diritto a recuperare quanto non percepito lo scorso anno. In un’unica soluzione, se tutto andrà bene già in estate, i dipendenti della scuola riceveranno una somma che comprende le 13 mensilità della prima tranche di aumenti prevista per l’intero 2025.

Con il rinnovo del contratto dal 1° gennaio 2025 scattano aumenti distribuiti in tre tranche fino al 2027. Gli incrementi variano in base al ruolo e all’anzianità di servizio: un collaboratore scolastico con pochi anni di carriera passa da 17.816 a 18.486 euro annui lordi, con un aumento mensile di circa 86 euro; un operatore scolastico con lunga anzianità arriva a guadagnare 24.347 euro annui, quasi 113 euro in più al mese rispetto alla partenza. Le figure amministrative apicali registrano i progressi più significativi: i funzionari ad elevata qualificazione con almeno 35 anni di servizio salgono da 40.415 a 41.935 euro annui, pari a un incremento mensile di quasi 195 euro.

Anche per i docenti gli aumenti sono concreti, sebbene differenziati per ordine di scuola e titolo di studio. Gli insegnanti di scuola dell’infanzia e delle elementari, così come i docenti diplomati degli istituti secondari di secondo grado, vedono la propria retribuzione crescere da 22.882 a 23.742 euro annui (fascia iniziale), con circa 110 euro in più al mese; chi insegna alle medie o è docente laureato nelle superiori parte da una base più alta — 24.768 euro — e arriva a 25.699 euro nel 2027, con un incremento mensile intorno ai 119 euro. La forbice si allarga sensibilmente con l’anzianità: un docente laureato delle superiori con 35 o più anni di carriera raggiunge i 39.954 euro annui, guadagnando oltre 185 euro al mese in più rispetto al 2025. Tutti i valori si riferiscono a dodici mensilità lorde, a cui va aggiunta la tredicesima.

“Come sempre ho affermato, la mia posizione sui contratti è molto critica ma per la prima volta siamo riusciti a ridurre i tempi. La nota positiva è che l’incremento del 6% circa dello stipendio, andrà tutto nello stipendio tabellare. E’ necessario, però, un enorme intervento della politica, con risorse aggiuntive per far recuperare potere d’acquisto e ridare dignità ai docenti”, queste le parole di Castellana, coordinatore nazionale Gilda.

Le parole del ministro

Quando arriveranno i prossimi aumenti per docenti e ATA? In primavera, ci sono da attendere solo i tempi tecnici. A confermarlo, ai microfoni della Tecnica della Scuola, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, a margine del congresso Snals a cui ha partecipato il 19 marzo, a Roma.

Ecco cosa ci ha detto il ministro: “Record assoluto, non c’è mai stato un governo che abbia sottoscritto in una sola legislatura ben tre contratti e complessivamente saranno 416€ in media al mese di aumento. Ci sono anche degli arretrati per 557€ in media per il personale docente, un poco inferiori per il personale ATA”.

“Ma è la prima volta che garantiamo non solo continuità contrattuale ma anche un complessivo aumento. Ho chiesto proprio al Ministro Zangrillo e all’Aran di anticipare la parte economica, potremmo dire in primavera”.

L’annuncio di Naddeo

A voler chiudere domani è l’Aran, come ha annunciato sempre il 19 marzo il presidente Naddeo: “La parte normativa seguirà quella economica: ci metteremo tutto l’impegno possibile”, queste le sue parole.

“Auspichiamo che si possa arrivare ad una chiusura del terzo contratto con grande rapidità. So che ci sono ottime probabilità di una chiusura rapida, non c’è mai stato un Governo della Repubblica che ha mai chiuso tre contratti in una legislatura”, ha detto lo stesso giorno il ministro Valditara.

Ecco le parole di Valditara ai nostri microfoni sull’apertura del rinnovo del contratto scuola lo scorso 11 marzo: “Auspichiamo tempistiche molto veloci. Questo è il terzo contratto che andiamo a concludere in una legislatura. Sfido chiunque a trovare un Governo nella storia repubblicana che abbia concluso tre contratti per la scuola. Complessivamente saranno, sommando le varie risorse messe a disposizione dei tre contratti, saranno 416 euro al mese di aumento per il personale docente”.

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