Ieri, 6 agosto, a Pavana (Pistoia), circondato dall’affetto della moglie, della figlia e dei familiari si è spento, a 86 anni Francesco Guccini. Lo ha reso noto la famiglia sottolineando che “nel rispetto delle sue volontà, le esequie si svolgeranno nei prossimi giorni e in forma strettamente privata”.
I funerali si svolgeranno domani, 8 agosto. Inutile dire che sono tantissimi i messaggi di cordoglio da parte di celebrità e istituzioni in onore del “Maestrone”. In queste ore è arrivata anche una proposta. In un articolo pubblicato su Panorama, a firma di Marcello Bramati, giornalista e insegnante, si cerca di spiegare perché Guccini andrebbe studiato a scuola.
L’articolo sostiene che le canzoni di Francesco Guccini dovrebbero entrare stabilmente nei percorsi scolastici, non come semplice omaggio a uno dei più importanti cantautori italiani, ma perché rappresentano un patrimonio culturale e letterario di grande valore. Le sue canzoni vengono presentate come opere che vanno oltre la musica e che meritano di essere studiate con gli stessi strumenti utilizzati per altri autori della letteratura contemporanea.
L’autore osserva poi che la scuola italiana ha già riconosciuto dignità culturale ad altre forme espressive, mentre la canzone d’autore continua spesso a essere considerata marginale. Da qui la proposta di superare questa distinzione, riconoscendo che alcuni cantautori hanno prodotto testi di indubbio valore letterario. “Da settembre occorre che si ponga rimedio alla questione che esclude i cantautori dalla scuola e dalla letteratura”, scrive Bramati.
C’è da ricordare una “chicca”: Francesco Guccini è entrato ufficialmente nella storia dell’Esame di Maturità nel giugno 2004, quando la sua “Canzone per Piero” stata scelta dal Ministero come traccia d’analisi della prima prova di italiano.
Ecco come aveva commentato, come riportato da Flc Cgil: “Sono imbarazzato e un po’ anche mi vergogno. Esser citato assieme a Cicerone e a Dante, ma via? Gli amici hanno sempre più pretesti per prendermi in giro. E poi queste cose succedono quando uno è morto, e io faccio ampi gesti di scongiuro. E chi è che sceglie i temi per la maturità? Perché, se è stato il ministro Moratti, allora mi spiace molto. La riforma che porta il suo nome a me non piace per niente”.
La famiglia, “nel chiedere che questo momento di dolore possa essere vissuto nella più stretta intimità, ringrazia tutti coloro che si uniranno al suo lutto con affetto, discrezione e rispetto. Per permettere, a chi lo ha amato, di ricordarlo e di salutarlo, verrà organizzata una cerimonia commemorativa nel mese di settembre.
Guccini è stato tra i più rappresentativi e popolari cantautori italiani. Dopo il debutto nel 1967, è iniziata una carriera lunga oltre venti album di canzoni. Fu lui a scrivere “Dio è morto” e “La locomotiva”.
Qualche anno fa Guccini aveva parlato di scuola. “Gli studenti universitari fanno degli errori clamorosi, per questo bisogna intervenire già dalle elementari”, aveva dichiarato all’agenzia Dire.
Guccini che oltre ad essere stato un docente di lingua italiana al Dickinson College a Bologna, scuola off-campus dell’Università della Pennsylvania, ha detto: “non sono più le elementari di una volta, quando il sistema forse era troppo feroce e classista”.
A tal proposito, l’autore de “L’avvelenata”, ha ricordato un particolare della propria famiglia, un diario di una zia, la sorella di sua mamma, “che lo tenne per tutta la vita, dove raccontava la storia della famiglia. La zia frequentava le elementari e aveva una proprietà di linguaggio, nessun errore di sintassi, nessun errore di ortografia. C’era un senso. Questo per dire che le elementari di una volta insegnavano a leggere e scrivere bene. Considerando che è sparita anche la calligrafia, dalle elementari si usciva sapendo scrivere, senza errori”.
Guccini non aveva risparmiato nemmeno le scuole medie: “per andarci serviva l’esame di ammissione- spiega- Bisognava sapere l’analisi logica molto bene. Ora le medie sono obbligatorie, la maggior parte le fa e si parcheggia li’. È un bene, ma manca la base. Si commettono errori di grammatica ridicoli, grossolani”.
Quindi per il cantautore, avendo delle pessime basi alle elementari e medie, si supera la maturità e si arriva all’università con errori incredibili per ragazzi di quella età.
Per Guccini c’era una spiegazione a ciò, ovvero un problema generale dell’istruzione italiana, dove la figura del maestro è svilita: “il maestro elementare ormai è protetto dal Wwf, non ne esistono più, sono come i panda. Lo stipendio è piccolo, non c’è prestigio sociale: una volta c’era il farmacista, il maresciallo dei carabinieri, il medico condotto e il maestro, erano personaggi all’interno della società con notevolissima importanza. Oggi, ci sono solo maestre, che hanno un secondo lavoro. Fanno un po’ le mamme. Prima erano feroci. Ricordo miei compagni alle elementari che sanguinavano per le bacchettate in testa. Se succede ora, diventa un caso da prima pagina. Erano severissime, oggi sono troppo buone”.
In occasione della Giornata della Memoria 2024 il cantante aveva inviato un video messaggio ad una classe di una scuola che ha ricordato la Shoah cantando la canzone “Auschwitz” del cantautore modenese.
Ecco le parole di Guccini, riportate da La Repubblica: “Cari ragazzi della quinta elementare di Erbusco e cara maestra Laura, io vi ringrazio molto perché mi hanno detto che per la Giornata della memoria avete ascoltato la mia canzone ‘Auschwitz’. Ricordiamo tutti di avere questa memoria dentro di noi. Grazie ancora”.
Il video è stato postato sul gruppo Facebook “Sei di Erbusco se”, dove viene spiegato che gli alunni della 5A non si sono limitati ad ascoltare il brano di Guccini, ma l’hanno anche cantato, “splendidamente diretti dalla maestra Laura”.