Prima Ora | Notizie scuola del 15 maggio 2026

BreakingNews.
Ascolta le ultime notizie
00:00
00:00
15.05.2026
Aggiornato alle 10:12

Il mondo precipita nella guerra globale? Spiegare agli studenti la situazione attraverso Tolstòj

A che servono cultura, filosofia, letteratura, storia, se non a interpretare il presente? C’è un’opera di Lev Tolstòj che può esser proposta agli studenti delle scuole medie di secondo grado, per offrire una chiave d’interpretazione della crisi globale in cui viviamo, nell’ambito di una programmazione di educazione civica, filosofia, letteratura, storia contemporanea.

Lev Nikolàevič Tolstòj (1828-1910), figura gigantesca di scrittore, fu anche uno straordinario attivista sociale, un intelligente educatore, un acuto filosofo, nonché un precursore del mahatma Mohāndās Karamchand Gāndhī.

1906: il saggio Guerra e rivoluzione

Nel 1906 Tolstòj, all’indomani della guerra russo-giapponese del 1905, pubblicò un saggio intitolato Guerra e rivoluzione. A lungo inedito in Italia, il pamphlet è stato pubblicato in Italia nel 2015 da Feltrinelli, con una nota di apertura di Gian Paolo Serino che precede l’ottima traduzione di Roberto Coaloa. Ancorché risalente a 120 anni fa, l’opera pare scritta oggi.

Scrive Tolstòj: «Questa prosperità del mondo, quest’opera tanto vantata dai governi fortemente organizzati, ossia dai governi che reggono i popoli con la violenza, non è che è un’apparenza, una finzione. Tutto ciò che turba la bella disposizione esterna, tutti i morti di fame, gli ammalati, tutti i dissoluti vengono nascosti alla nostra vista. Non si vedono, ma ciò non prova che non esistono, al contrario, vi sono, e sono tanto più numerosi quanto meglio nascosti; e quelli che hanno reso possibile la loro esistenza non dimostrano, nascondendoli, che una maggior crudeltà verso di loro» (Guerra e rivoluzione, pagina 42).

Figuri, politicanti, militari, industriali

Si pensi ai tanti figuri come Trump, J. D. Vance, Putin, Erdoğan, Milei, Netanyahu, Pezeshkian, Xi Jinping, Kim Jong-un: tutti reggono le sorti del pianeta senza curarsi degli altri popoli e dei propri concittadini, trattati da costoro come sudditi, se non come schiavi. Il sistema economico (deregolamentato, turbocapitalistico e ultraliberista) mira esplicitamente a concentrar la ricchezza globale in poche mani. La classe politica, nel proprio unico interesse, tende a realizzare i desiderata del complesso militare-industriale del proprio Paese, a danno del pianeta intero ed a vantaggio di pochi nababbi multimiliardari, talmente straricchi da poter condizionare interi stati e ridersela di qualsiasi legge.

Tolstòj non aveva visto le due guerre mondiali, l’impero sovietico e svariati genocidi: eppure le sue parole scolpiscono una situazione a noi nota: il che può ampliare l’orizzonte culturale dei giovani discenti, guidandoli a una comprensione profonda delle dinamiche umane.

«Mettete i popoli nella condizione di porsi uno contro l’altro»

«Solo voi potete difendervi contro l’invasione di popoli vicini: cinese, giapponese — ora dice il popolo — ma leggiamo i giornali e sappiamo che non siamo minacciati di guerra da nessuno. Noi sappiamo che solo voi, governanti, in un fine impossibile da dipanare, mettete i popoli nella condizione di porsi uno contro l’altro, poi, sotto il pretesto di assicurare la nostra difesa, ci rovinate con delle imposte con lo scopo di sostenere le vostre flotte, i vostri eserciti, costruire delle ferrovie strategiche, che servono esclusivamente alla vostra ambizione» (Guerra e rivoluzione, pag. 43).

Legge della giungla contro diritto internazionale

Anche oggi la guerra viene praticata ed esaltata da non pochi leader mondiali, senza più riguardo per il diritto internazionale. La legge della giungla prende il posto di convivenza civile e rispetto reciproco, cancellando princìpi che venivano insegnati ai giovani 50 anni fa. Oggi questi valori son confinati ai programmi di educazione civica, burocraticamente propinati come rito di una democrazia scolastica svuotata e burocratizzata, in cui l’importante è poter scrivere sul registro elettronico, perché tutti vedano, che i programmi sono stati svolti, che il compitino è stato realizzato. Eppure i giovani hanno bisogno di passione, di parole vive che scaldino il cuore, di contenuti che aprano gli occhi su una realtà d’ipocrisia e ingiustizia generalizzata. Il grande pensatore russo è capace di squarciare la nebbia dell’informazione ufficiale, scrivendo un messaggio potente, privo della paura, oggi tanto diffusa, di chiamar le cose col loro nome.

Libertà è la pace, non il rispondere alla violenza con la violenza

Anche la fede cristiana, cui Tolstòj aderì senza esitazioni, è però da lui vissuta e predicata con tutto il proprio potenziale libertario e liberatorio, in modo genuinamente vicino al senso più profondo degli insegnamenti del Cristo, precorrendo i precetti di Gandhi sulla nonviolenza: «Si giunge dunque al punto che invece di restare liberi, come l’ha voluto Cristo, di soffrire qualsiasi violenza, come era avvenuto all’inizio, i cristiani compirono il loro dovere in senso diametralmente opposto a quello di essere sottomessi alla sola volontà di Dio. Essi considerarono come vergognoso essere esposti alle violenze senza provare a lottare contro di esse, e come loro massimo dovere di obbedire ai governanti. Fu così che essi diventarono schiavi» (Guerra e rivoluzione,p. 87).

Cieli nuovi e terre nuove: l’Utopia come motore di cambiamento

È possibile un mondo diverso, non diviso in stati in guerra tra loro e contro le proprie genti? Come vivremmo in un mondo simile? «Come viviamo oggi, ma senza le bassezze e le cattiverie che commettiamo a cagione di questa orribile superstizione. Noi vivremmo lo stesso, ma senza togliere alla nostra famiglia il prodotto del nostro lavoro; non più sotto forma di tasse, di diritti di dogana che servono solo a delle cattive azioni; noi non parteciperemmo più agli arresti della giustizia, alla guerra, né a qualsiasi violenza» (Guerra e rivoluzione, p. 123).

Un libro molto utile questo, per risvegliare negli adolescenti il pensiero che il mondo non deve per forza rimaner quello che è, perché è pur sempre possibile immaginarne uno migliore.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate