Oggi, 20 gennaio, si celebra la “Giornata del rispetto“, istituita ai sensi dell’articolo 4 della legge 17 maggio 2024 n. 70, in materia di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo, “quale momento specifico di approfondimento delle tematiche del rispetto degli altri, della sensibilizzazione sui temi della non violenza psicologica e fisica e del contrasto di ogni forma di discriminazione e prevaricazione”.
La giornata è nata per ricordare Willy Monteiro Duarte, il giovane ucciso nel 2020 per aver difeso un amico in difficoltà e vuole rappresentare l’occasione per le scuole di porre in essere attività di riflessione e approfondimento in ordine alla più ampia tematica del rispetto, anche al fine di prevenire e contrastare ogni forma di violenza psicologica e fisica connessa a fenomeni di bullismo e cyberbullismo.
Questa giornata, quest’anno ha un sapore particolare: proprio solo qualche giorno fa uno studente ha ucciso un compagno di scuola dentro un edificio scolastico: un fatto gravissimo che sta facendo riflettere da giorni. Mentre si parla di metal detector nelle scuole per disincentivare il possibile uso di armi bianche a scuola, cosa ne è del rispetto?
Ecco la riflessione di oggi del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara: “Oggi si celebra la Giornata del Rispetto, una ricorrenza che ci invita a riflettere sul significato profondo che esso riveste per ogni persona e per la società intera: una riflessione che si impone in misura ancora maggiore dopo l’uccisione del giovane Abanoub Youssef avvenuta proprio tra le mura di un istituto scolastico spezzino”.
“Il rispetto non è una scelta, è un valore necessario: non esiste società civile se non vi è rispetto tra le persone che la costituiscono. Il rispetto per l’altro, per la sua vita, la sua individualità, le sue scelte, i suoi ideali, le sue aspirazioni; il rispetto verso le regole; il rispetto verso i beni. Questa è l’imprescindibile base su cui fondare il presente e il futuro di una nazione civile. Il rispetto si insegna e si impara. La famiglia e la scuola sono i due grandi pilastri che hanno l’importante compito di educare al rispetto. Solo una società fondata sul rispetto può consentire ai giovani di costruire il proprio futuro. E solo con il rispetto si possono costruire relazioni sane, positive tra le persone. La scuola ‘costituzionale’, che ho fortemente voluto, pone la persona al centro della propria azione educativa: una persona che ha diritti ma anche doveri, che conosca il valore della libertà e della responsabilità, una persona la cui autoaffermazione non può mai prevaricare l’altro. La scuola deve essere un porto sicuro, una palestra in cui apprendere nozioni, valori e civiltà; un luogo sereno in cui acquisire capacità complesse, riflettere, liberare i propri talenti; la scuola deve essere un trampolino di lancio verso la vita futura. Proprio per garantire sempre la effettività del rispetto, consideriamo la sicurezza un valore importante perché tutela i nostri giovani e chi lavora per il loro futuro”, ha concluso.
“Oggi celebriamo la giornata del rispetto e questo avviene all’indomani di un crimine efferato come quello consumatosi nella scuola di La Spezia dove Abu è stato ucciso con una coltellata per mano di un compagno. Voglio ricordare che questa giornata è stata istituita dalla legge 17 maggio 2024 n. 70 in memoria di Willy Monteiro Duarte, il giovane ucciso nel 2020 per aver difeso un amico in difficoltà. La celebrazione di oggi è importante e deve diventare un’occasione di dialogo con gli studenti che hanno sete di confronto, di valori e la scuola in questo senso deve diventare un punto di riferimento. È significativo che allo scorso esame di Stato di maturità, la traccia sulla importanza del rispetto sia stata scelta dal 37% dei candidati. Auspico che ciascuna comunità scolastica dedichi questa giornata per riflettere e approfondire il valore del rispetto anche promuovendo azioni di contrasto ad ogni forma di prevaricazione e violenza”, questo quanto dichiara la sottosegretaria all’Istruzione e al Merito, Paola Frassinetti.