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25.10.2026
Aggiornato alle 14:08

Giovani buttati sui social tutto il giorno, dai 13 anni d’età mettiamoli a lavorare, senza però che lascino la scuola: i vannacciani ci provano in Veneto

Permettere ai ragazzi di lavorare già dai 13 anni di svolgere, con un’occupazione che preveda fino ad un massimo di otto ore settimanali e senza mai mettere in secondo piano la scuola: la proposta di legge è del consigliere regionale veneto Stefano Valdegamberi, di Futuro Nazionale, e verrà depositata lunedì 26 ottobre. La proposta – che giunge in una Regione, il Veneto, particolarmente avvezza a fare iniziare i giovani a lavorare spesso già prima della maggiore età – prevede comunque che i 13eni svolgano “esclusivamente mansioni leggere e sicure, un regolare contratto, il consenso dei genitori e limiti rigorosi agli orari, senza compromettere la scuola e il riposo”.

Secondo Valdegamberi, praticare un’attività lavorativa anche a quella età, in pieno obbligo scolastico, sarebbe positivo perché stimolerebbe dei valori: “il lavoro educa – sostiene il consigliere vannacciano -: invece di trascorrere tante ore sui social i ragazzi dovrebbero avere anche la possibilità di dedicare qualche ora alla settimana a un’attività concreta, imparando il valore dell’impegno, della puntualità e della responsabilità”.

Secondo il consigliere regionale, anche solo “riordinare gli scaffali di un supermercato, sistemare i vestiti in un negozio o svolgere semplici mansioni in una pizzeria sono esperienze che aiutano a crescere. Soprattutto, lavorare permette di capire il valore del denaro: un conto è ricevere soldi dai genitori, un altro è guadagnarseli con il proprio tempo e la propria fatica. È così che si impara a risparmiare, a fare delle scelte e ad apprezzare ciò che si acquista”.    

Valdegamberi ha anche sottolineato che con questa iniziativa legislativa, sempre se sarà approvata, non si vuole “obbligare nessuno a lavorare, ma dare ai giovani un’opportunità in più. Proteggere i minori significa impedire lo sfruttamento, non privarli della possibilità di fare esperienze formative”.

“Otto ore alla settimana – ha concluso il consigliere di Futuro nazionale – possono insegnare molto: il valore dei soldi, il rispetto per il lavoro e la soddisfazione di conquistarsi qualcosa con le proprie capacità”.

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