La canzone vincitrice di Sanremo 2026, “Per sempre sì” di Sal Da Vinci, è finita al centro di un doppio dibattito: prima accusata di veicolare stereotipi sull’amore, poi trasformata in possibile colonna sonora della campagna referendaria del centrodestra.
Il professore e scrittore Enrico Galiano ha analizzato il testo della canzone sui suoi canali social, smontando pezzo per pezzo le metafore utilizzate. La prima riguarda l’immaginario fiabesco: il testo parla di “un re dal cuore innamorato” e di lei come “una regina ora vestita in bianco sposa”. Per Galiano non si tratta di due persone comuni che si scelgono, ma di un racconto da principi azzurri. La seconda immagine è quella del regalo: “il più grande giorno ti regalerò” indica, secondo l’analisi, un’asimmetria nel rapporto, con lui che dona a lei il matrimonio. Il nodo più critico è però il legame assoluto: “saremo io e te per sempre legati per la vita, che senza te non vale niente”. Galiano commenta: “Dal ‘per sempre sì’ al ‘sempre sì’ il passo è breve; l’amore inteso come patto sacro e immutabile ci riporta alla magia della fiaba, ma risulta essere un modello rigidissimo”. “Non si può dire che sia l’inno del patriarcato, ma si può affermare che alimenti un certo tipo di immaginario amoroso”, conclude il docente.
Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso Gino Cecchettin, padre di Giulia e presidente della Fondazione nata in suo ricordo, intervenuto a margine della presentazione del Rapporto Giovani all’Università Cattolica di Milano. Senza citare direttamente la canzone di Sal Da Vinci, Cecchettin ha richiamato “la necessità di una maggiore consapevolezza culturale anche nella musica pop”. Ha aggiunto: “L’attenzione al linguaggio andrebbe fatta sempre e comunque, anche quando si parla d’amore”. Il riferimento agli stereotipi è esplicito: “Proprio questi stereotipi possono dare adito a interpretazioni anacronistiche e folcloristiche, legate a un concetto di amore inteso come possesso”. Cecchettin ha anche commentato la battuta sessista del conduttore Carlo Conti verso una ballerina, invitando però a non trasformare l’episodio in un processo personale, pur sottolineando la necessità di interrogarsi sui modelli culturali radicati.
Mentre il dibattito culturale ancora non si era esaurito, la canzone è entrata nella campagna per il referendum sulla separazione delle carriere in magistratura. Secondo quanto riportato da Repubblica, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni avrebbe chiamato Sal Da Vinci poco prima della sua esibizione allo stadio Maradona, per Napoli-Torino, complimentandosi per la vittoria a Sanremo. E avrebbe aggiunto: “La tua ‘Per sempre sì’ è pure un regalo per il referendum”. Dentro Fratelli d’Italia, riferisce lo stesso quotidiano, l’idea di usare il brano come colonna sonora dei comizi circola già con una certa serietà. Inoltre, il ministro Francesco Lollobrigida ha già condiviso una strofa su Instagram sotto un post per la campagna referendaria.