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15.07.2026

Giovani minori violenti, con lesioni personali ai pubblici ufficiali si procede d’ufficio e “stretta” sulla movida: fermo preventivo e carcere fino a 5 anni

Pugno sempre più duro del Governo Meloni contro le “bande” di giovani minorenni che imperversano soprattutto la notte: il 15 luglio, il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo disegno di legge sulla sicurezza che prevede il fermo preventivo esteso anche agli under 18 per condotte ‘pericolose’ nei luoghi della movida, divieto di aggregazione per contrastare gli operati violenti delle cosiddette baby gang, addirittura la reclusione fino a 5 anni e multe di 15mila euro in caso di danneggiamenti di gruppo.

I provvedimenti hanno prodotto cinque nuovi articoli nel testo originario del ddl sulla sicurezza di qualche mese e si sommano alle misure già previste, come l’aggravante di alcuni reati commessi ai danni di giornalisti e la norma sugli sgomberi di occupazioni abusive delle seconde case.

“Viene estesa – scrive l’agenzia Ansa che ha visionato il nuovo testo – la disciplina del cosiddetto fermo di prevenzione anche a minorenni”, quando sussiste “un fondato motivo di ritenere possano mettere in atto condotte di pericolo per la sicurezza pubblica” nei luoghi di movida, come nel caso del possesso di armi o altri oggetti atti ad offendere.

È stata quindi introdotta una nuova ipotesi di avviso orale del questore con contestuale divieto di aggregazione.

Con le integrazioni di metà luglio, arriva anche l’aggravante per il reato di danneggiamento commesso da 5 o più persone, con reclusione da un anno e 6 mesi a 5 anni e multa fino a 15.000 euro.

“Viene estesa a questo reato la possibilità di arresto differito in flagranza” se commesso in gruppo, ha spiegato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi durante una conferenza stampa tenuta a palazzo Chigi.   

Nel provvedimento c’è anche una modifica al codice civile: chi è vittima di rapina o di violenza sessuale non dovrà risarcire l’autore del delitto in caso di danno: “Viene in qualche modo escluso il risarcimento in situazioni in cui il fatto si verifichi in occasione del compimento da parte del danneggiato di alcuni reati, il caso classico è quello della rapina in casa”, ha esemplificato Piantedosi.  

Introdotta, infine, la procedibilità d’ufficio per lesioni personali nei confronti di ufficiali e agenti di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni: “nel caso di lesioni lievi o lievissime solo attraverso la querela di parte, fino ad adesso era prevista la punibilità”, ha tenuto a dire ancora Piantedosi.

Su quest’ultimo punto, ricordiamo che le modifiche all’articolo 583-quater del Codice Penale – introdotte con il Decreto Sicurezza (D.L. n. 48/2025), convertito con la Legge n. 80 dell’11 giugno 2025 – prevedono che anche l’aggressione ai danni del personale scolastico, docenti, dirigenti e Ata, nell’esercizio delle sue funzioni, è diventata un’ipotesi speciale di reato: le lesioni commesse nell’esercizio o a causa delle funzioni o del servizio sono procedibili sempre d’ufficio, indipendentemente dalla prognosi o dalla gravità della lesione: a seconda della gravità del danno fisico cagionato, la reclusione va da 2 fino a 16 anni.

L’ulteriore “stretta” di questi giorni ha riguardato anche la sicurezza stradale, sempre con attenzione ai giovani: nel corso di una riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica al Viminale, presieduta ancora dal titolare del Viminale, a cui hanno assistito anche il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e i vertici delle forze di polizia, è stato deciso di rafforzare i controlli su strada e i pattugliamenti delle forze dell’ordine, con particolare attenzione ai luoghi dove è più alta la presenza di giovani nelle ore serali e notturne.

Partirà a breve anche un tavolo tecnico sulla sicurezza stradale, che vedrà il coinvolgimento diretto dei tre ministeri coinvolti: Interni, Lavoro e Istruzione: l’obiettivo è quello di elaborare progetti mirati, in una logica di sinergia interistituzionale, per costruire una cultura della prevenzione che parta dalle scuole e coinvolga tutto l’ambito sociale.

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