Il leader del Movimento Cinque Stelle Giuseppe Conte si è sbottonato ai microfoni di Skuola.net in una intervista pubblicata oggi, 30 ottobre, raccontando vari aneddoti della sua vita scolastica e della sua carriera da docente universitario.
“Insegnando anche all’università, sono stato sempre in mezzo ai giovani e mi sono sempre riossigenato continuativamente. È uno scambio continuo: non è il fatto di chi sta sopra, il professore che spiega. Io credo che un professore anche di scuola, un insegnante a qualsiasi livello, se ha la predisposizione giusta, riceve tantissimo dai ragazzi”, ha detto al direttore di Skuola.net Grassucci.
Poi, i ricordi: “Da bambino sono stato balbuziente per diversi anni e i miei genitori si sono preoccupati molto, ma poi per fortuna ho iniziato le elementari e quasi subito ho recuperato. Un’altra cosa che mi ha accompagnato è stata la timidezza: non ricordo di essere mai intervenuto a un’assemblea d’istituto durante le scuole medie o il liceo. Qualche volta volevo parlare e intervenire, ma mi mancava il fiato e non riuscivo a parlare”.
Conte, visto che la legislatura è agli sgoccioli, ha iniziato a parlare delle proposte del suo partito, soprattutto per i giovani: “Mutui agevolati, caro affitti con affitti calmierati, agevolazioni per l’inserimento nel mondo del lavoro e taglio delle tasse sul lavoro in modo serio per tutti gli under 35, per poter attrarre anche chi è fuori. Stage e tirocini gratuiti non si fanno più, punto. La mia generazione forse è stata l’ultima ad aver toccato con mano la possibilità di migliorare la condizione di vita dei propri genitori; loro questa speranza e prospettiva di opportunità la stanno completamente perdendo”.
“Si parla troppo di campo largo: parliamo dei programmi, dei contenuti e chiudiamo questa partita. I cittadini aspettano risposte; ci sono intere fasce della popolazione in estrema difficoltà. Sbrighiamoci, lo dico a tutti i leader di quello che preferisco chiamare ‘campo progressista’. Tiriamo fuori le nostre proposte: noi ci abbiamo lavorato, abbiamo coinvolto diciassettemila persone, tra cui molti giovani e giovanissimi, costruendo un programma specifico per i giovani. Siamo pronti. Sulla scelta del candidato premier faremo le primarie: invito anche i giovani dai sedici anni in su a venire a scegliere il candidato per il Presidente del Consiglio che dà più fiducia per cambiare il paese”, ha aggiunto.
“Oggi la meritocrazia viene spesso usata come uno ‘specchietto per le allodole’. Non basta avere talento per affermarsi: oggi due stipendi da impiegati pubblici non riuscirebbero a mantenere un figlio a studiare a Roma o Milano a causa del caro affitti e del crollo del potere d’acquisto. Quando sono stato ragazzo io, due impiegati pubblici hanno fatto studiare me e mia sorella. L’ascensore sociale oggi non funziona più; conta molto la famiglia e il contesto in cui si nasce. Non dobbiamo parlare di un’illusoria parità di chance, ma creare condizioni reali di opportunità per i giovani”, ha concluso.