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Gli studenti non devono lavorare, invece 2 volte su 3 stage e attività Fsl (ex Pcto) sono sfruttamento: per l’on. Franco Mari (Avs) è emergenza

Le esperienze di Formazione scuola lavoro, gli stage professionalizzanti che dal 2019 e fino a qualche mese sono stati denominati con l’acronimo Pcto e prima ancora come Alternanza scuola lavoro, non sono realizzate come dei laboratori di formazione: due volte su tre vanno a costituire delle forme più o meno evidenti di lavoro. E siccome non vengono riconosciute per quello che sono, appunto delle esperienze lavorative, allora è bene che l’opinione pubblica sappia che non si tratta di attività scolastiche professionalizzanti, ma delle vere e proprie attività di sfruttamento. Sono dichiarazioni forti quelle del deputato di Avs Franco Mari, rilasciate alla Camera dei Deputati nell’ambito del voto sulla sicurezza sul lavoro.

Gli studenti non devono lavorare. Punto. Quello che fanno nelle scuole sei volte su dieci, non sono laboratori, è lavoro” quello svolto nel triennio finale degli istituti superiori, ha denunciato l’on. Franco Mari rivolgendosi in modo diretto ad Elvira Calderone, ministra del lavoro e delle politiche sociali.

L’on. Mari ha quindi ribadito il concetto sostenendo come “il nesso tra lo sfruttamento del lavoro e la schiavitù e il caporalato” sia “sempre più evidente. Lei lo ha citato ma non ci ha detto come si affronta questa emergenza”, ha concluso il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra.

Sulla base dei regolamenti approvati negli istituti scolastici superiori, comunque, le attività di Formazione scuola lavoro prevedono sempre la realizzazione, con sottoscrizione da entrambe le parti, di convenzioni apposite che prevedono lo svolgimento delle attività formative in ambienti di sicurezza e che non comportino alcun rischio per l’incolumità e la salute degli studenti.

Gli studenti delle scuole secondarie superiori impegnati nelle attività di scuola lavoro ogni anno scolastico sono circa un milione e 600mila.

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