Il 90% dei minorenni detenuti è analfabeta. È il dato richiamato dal procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, intervenuto a Matera nella serata finale della quarta edizione di Matera Fiction, al Cineteatro Gerardo Guerrieri. Per il magistrato la prima difesa contro il reclutamento mafioso passa dalla scuola.
Nel dialogo con lo storico delle organizzazioni criminali Antonio Nicaso, moderato da Donato Santeramo, Gratteri ha spiegato che senza strumenti di base per interpretare la realtà i ragazzi esclusi dai percorsi scolastici restano esposti alle offerte dei clan, soprattutto nei territori più vulnerabili. Scontata la pena, il rischio è di finire come manovalanza al servizio delle cosche. Da qui la richiesta di spostare l’attenzione dalla sola repressione giudiziaria all’investimento su istruzione e cultura.
Il passaggio più netto riguarda le famiglie. Gratteri ha invitato i genitori a rispettare il ruolo degli insegnanti e a consentire loro di lavorare con serenità, evitando intrusioni sistematiche anche davanti a voti bassi, meritati o meno, perché pure il confronto con le ingiustizie contribuisce alla maturazione. La presenza dei genitori a scuola sarebbe giustificata solo in casi estremi, come l’incapacità dell’insegnante di spiegare la lingua italiana o condotte penalmente rilevanti. Alle famiglie ha chiesto inoltre di praticare l’educazione anziché limitarsi a predicare regole astratte.
Il magistrato ha poi descritto l’evoluzione delle mafie, passate da Facebook a Instagram e TikTok per intercettare il linguaggio visivo dei giovani. Anche i proventi del narcotraffico viaggiano meno con le mazzette in contanti e più con consulenze e fatture per operazioni inesistenti, che saldano l’economia criminale a quella legale. Per Gratteri lo Stato dovrebbe aumentare gli stipendi degli insegnanti e varare leggi che non rendano conveniente delinquere.