Home Politica scolastica Grillo: cari docenti, senza reddito contate poco

Grillo: cari docenti, senza reddito contate poco

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Per Beppe Grillo la scuola è diventata argomento quotidiano di discussione. E di critica nei confronti della riforma della scuola approvata a Palazzo Madama, ormai ad un passo dal sì definitivo alla Camera. L’ex comico ne parla anche sabato 27 giugno a Ostia, sul litorale capitolino, nel corso della fiaccolata dell’onestà. Stavolta si sofferma, tra le altre cose, sugli stipendi poco dignitosi dei docenti: “dobbiamo anche dire agli insegnanti ‘guardate che avete una bella sfida davanti’. Ma non è più il lavoro che detiene la dignità dell’uomo, ma è il reddito. Perché è il reddito che se ce l’hai, sei dentro la società, se non ce l’hai sei messo ai margini”, ha detto Grillo facendo riferimento anche alle buste paga inadeguate dei docenti italiani.

Poco prima aveva dichiarato, convinto, che “ci dobbiamo impegnare a creare una scuola diversa per i nostri figli, che aiutino a inventare lavori che non esistono ancora”.

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L’occasione per parlare dei docenti è arrivata dopo che a Grillo era stato chiesto se avesse intenzione di abbandonare la sua “creatura” politica: “non lascio movimento – ha tenuto a dire – ma starò un po’ da parte. Figurati se io me ne vado dal Movimento. E’ nel mio DNA. Resto però ai margini. Starò un po’ da parte perchè loro, parlamentari e attivisti, devono diventare il volto del movimento”. E ancora: nel nostro Paese “il problema non è l’occupazione ma la sotto occupazione. Sei ventiquattr’ore in sospensione ad aspettare qualsiasi lavoro ti capita”.

 

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Poche ore prima, il leader del M5S, commentando su Twitter il via libera di Palazzo Madama sul DdL 1934 aveva scritto: “hanno ucciso la scuola pubblica”. Rinviando al blog dove i parlamentari M5S scrivevano: “Hanno ucciso la scuola pubblica italiana. A farlo è stato un governo ignorante e arrogante, che ha dato la mazzata finale a un Paese già in ginocchio trasformando la scuola statale nell’orribile copia di un’azienda, con un preside manager che si sceglie gli insegnanti e si fa la scuola come piace a lui. Un bel colpaccio per il governo Pd, che non era riuscito nemmeno al peggior centrodestra berlusconiano”.

 

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