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I concorsi a quiz di Brunetta hanno raddoppiato i bocciati, Pittoni: voluti per escludere i precari storici

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I nuovi concorsi pubblici del comparto pubblico, voluti dal ministro per la PA Renato Brunetta ed incentrati su prove scritte a risposte chiuse, dovevano essere delle selezioni rapide ed efficaci. Il primo obiettivo, almeno nella scuola, è stato raggiunto. Basti pensare al concorso straordinario per le discipline Stem svolto la scorsa estate: nel volgere di 50 giorni ha portato al ruolo qualche migliaio di candidati, in buona parte matematici e ingegneri.

Troppi candidati respinti

Sull’efficacia dei nuovi concorsi, invece, le cose sono andate diversamente. Perché l’eccessiva complessità delle prove ha prodotto un risultato senza precedenti: un altissimo numero di respinti.

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Con punte del 90% nell’ultima tornata selettiva: qualche settimana fa abbiamo intervistato una supplente che insegna nella A041 di Informatica, anche lei esclusa dall’orale per non avere superato la prova scritta con 50 quesiti (per svolgere la quale non è stato possibile nemmeno usare carta e penna): ci hanno posto “domande specifiche non c’entravano nulla con l’insegnamento”, ci ha detto Giusy Versace, laureata in ingegneria elettronica.

Pittoni: dimezzato il numero di chi supera la prova

A criticare il nuovo impianto concorsuale è anche la politica. Secondo il senatore leghista Mario Pittoni, vicepresidente della commissione Cultura, i numeri parlano chiaro.

“Gli attuali concorsi della scuola basati su quiz a crocette – dice Pittoni – hanno dimezzato, quando non addirittura ridotto a un terzo, la percentuale dei docenti che solitamente superano la prova. Senza neanche poter verificare la conoscenza della lingua italiana, relegata ormai a “optional”.

Come fa a dire Bianchi che non è cambiato nulla?

Pittoni, quindi, si chiede “come il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi possa sostenere che non è cambiato nulla”.

Il leghista ha un sospetto: quello “che il sistema a crocette, cancellato dai futuri concorsi ma confermato per la fase transitoria prevista dal decreto legge 36 in discussione al Senato, abbia in realtà l’obiettivo di tagliare fuori il precariato storico, che pure nell’ultimo decennio si è fatto carico di puntellare il sistema”.

“Di conseguenza – conclude Pittoni – chiediamo l’eliminazione della selezione a crocette anche per la fase transitoria”.

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