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I corsi in lingua straniera crescono

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studenti.

Tuttavia, specifica Il Sole 24 Ore sulla didattica interamente in lingua straniera si è espressa la Consulta per la quale è “lecito organizzare corsi in lingua straniera e, anzi, questo favorisce l’internazionalizzazione degli atenei. Ma che ogni corso dovrebbe comunque essere “duplicato” anche in italiano, per non mettere in secondo piano la centralità della nostra lingua, sancita dalla Costituzione, e per non creare un’ingiustificata barriera all’ingresso che sarebbe lesiva del diritto allo studio di tutti”.

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I corsi non in italiano sono offerti in inglese, tranne alcune eccezioni a Bolzano, con qualche corso anche in tedesco (nelle aree di design, ingegneria e scienze della formazione), Trento (ingegneria in tedesco) e qualche caso di francese a Genova, Pavia e all’università non statale della Valle d’Aosta.

 

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In ogni caso questi corsi sarebbero oltre 600 con al primo posto il Politecnico di Milano, seguito da Ca’ Foscari a Venezia, Bocconi di Milano , le università statali di Torino e Milano. 

“In Bocconi- scrive Il Sole 24 Ore-  il corso più frequentato è economia e management internazionale, alla Ca’ Foscari economia aziendale. Al Politecnico milanese spopola ingegneria gestionale, ma raccolgono ancora più favori, con quasi 2.000 iscritti a testa, architettura e architettura ambientale. A Torino, invece, domina con oltre 2.300 iscritti economia aziendale, ma al di là degli atenei citati che presentano il maggior numero di iscritti, si segnalano in ordine sparso altri percorsi molto frequentati che ormai hanno una solida tradizione”.