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30.10.2026

Intelligenza artificiale a scuola, come regolamentarne l’uso? Lo studio su nove regolamenti IA. Tra attività didattiche, valutazione e responsabilità

Il 23 ottobre 2026 è entrato in vigore il decreto legislativo 179/2026, che adegua la normativa italiana all’AI Act europeo e dedica specifiche disposizioni alla formazione sull’intelligenza artificiale. L’articolo 36 prevede, tra l’altro, che le scuole possano promuovere attività formative sull’IA nell’ambito dell’educazione civica e della propria autonomia, favorendo lo sviluppo di competenze critiche, responsabili ed etiche.

È un’occasione per tornare a riflettere su una questione che interessa ormai tutte le istituzioni, non solo scolastiche: come disciplinare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte di studenti, docenti e personale amministrativo?

Quasi tutte le scuole hanno già adottato regolamenti specifici. Abbiamo preso in esame nove documenti, pubblicati da licei, istituti tecnici e professionali, per individuare alcune delle soluzioni attraverso le quali le istituzioni scolastiche stanno affrontando il problema.

Non si tratta di una rilevazione rappresentativa della situazione nazionale, né di un confronto sulla qualità dei singoli regolamenti. L’obiettivo è offrire esempi concreti a disposizione delle scuole che stanno predisponendo, discutendo o aggiornando le proprie disposizioni interne.

Che cosa possono fare gli studenti con l’IA?

Una delle prime questioni affrontate dai regolamenti riguarda le attività per le quali gli studenti possono utilizzare strumenti generativi.

Al Liceo scientifico «Filippo Lussana» di Bergamo il regolamento distingue diversi impieghi dell’intelligenza artificiale. Gli studenti possono ricorrervi, secondo le condizioni stabilite, per comprendere concetti, ripassare argomenti, ricevere suggerimenti e sviluppare idee. Viene invece escluso l’impiego che sostituisce il lavoro personale richiesto dall’insegnante.

L’IPSIA «F. Corridoni» di Corridonia prevede l’utilizzo dell’IA per il supporto allo studio, la rielaborazione dei contenuti, le attività creative e laboratoriali. Una particolare attenzione è dedicata anche alle opportunità di tutoraggio personalizzato e inclusione degli studenti con bisogni educativi speciali o disabilità.

Il regolamento del Liceo «Michelangelo Buonarroti» di Monfalcone richiama attività di comprensione, traduzione, sintesi, produzione guidata di testi e potenziamento disciplinare, prevedendo la supervisione dei docenti.

Questi esempi mostrano come, nella predisposizione di un regolamento, possa essere utile individuare concretamente le attività consentite e le condizioni del loro svolgimento, collegandole agli obiettivi di apprendimento.

Quanta IA è consentita in un compito? I cinque livelli del Girardi

L’ITET «G. Girardi» di Cittadella, in provincia di Padova, affronta il problema attraverso una classificazione in cinque livelli di utilizzo dell’IA, da 0 a 4.

I livelli consentono di distinguere attività da svolgere senza ricorrere all’intelligenza artificiale da compiti nei quali è ammesso un intervento crescente dello strumento, fino a forme estese di assistenza soggette alle condizioni previste.

Il regolamento collega, inoltre, i diversi livelli a specifiche modalità di dichiarazione e documentazione dell’utilizzo.

Questa impostazione permette di affrontare una domanda che molti insegnanti si pongono: come chiarire agli studenti, prima dell’assegnazione di un lavoro, quale contributo dell’IA sia consentito?

La questione riguarda anche la progettazione didattica. Un’attività finalizzata ad accertare la capacità di scrittura autonoma richiede condizioni differenti rispetto a un laboratorio nel quale gli studenti devono confrontare, verificare o rielaborare materiali generati artificialmente.

Dichiarare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale: modalità differenti

La trasparenza rappresenta un altro elemento ricorrente nei documenti esaminati.

Il regolamento dell’IPSEOA «Giulio Pastore» di Varallo-Gattinara stabilisce, all’articolo 7, che i lavori realizzati con strumenti di IA debbano riportarne esplicitamente l’indicazione. Lo stesso articolo precisa che l’utilizzo non dichiarato viene considerato plagio e può comportare provvedimenti disciplinari.

Anche l’IPSSEOA «R. A. Costaggini» di Rieti richiede che gli studenti dichiarino se e come abbiano utilizzato l’intelligenza artificiale nella realizzazione dei propri elaborati.

Il Buonarroti di Monfalcone prevede l’obbligo di dichiarazione e specifica che i lavori prodotti con l’ausilio dell’IA devono essere rielaborati personalmente.

Il Girardi di Cittadella, attraverso i diversi livelli di utilizzo, collega invece la documentazione del contributo dell’IA alla tipologia di attività assegnata.

Si tratta di modalità che consentono di riflettere su un aspetto educativo importante: rendere riconoscibile il contributo della tecnologia e quello dello studente.

Le scuole che stanno predisponendo un regolamento possono quindi interrogarsi anche sulle forme concrete della dichiarazione: indicazione dello strumento, descrizione delle operazioni effettuate, documentazione delle interazioni oppure altre modalità coerenti con l’attività richiesta.

Come cambia la valutazione degli apprendimenti?

La diffusione dell’intelligenza artificiale generativa pone anche nuove domande sulla valutazione.

L’ITIS «Giuseppe Armellini» di Roma dedica attenzione all’utilizzo dell’IA come supporto alla comprensione, alla revisione e all’elaborazione di idee. Nell’articolo 10 il regolamento considera, tra gli elementi da osservare, la capacità dello studente di formulare domande, verificare le risposte, correggere eventuali errori e rendere riconoscibile il proprio apporto personale.

Il regolamento del Costaggini di Rieti ribadisce che la formulazione dei giudizi e l’attribuzione dei punteggi rimangono responsabilità del docente.

Anche il Corridoni di Corridonia e il Buonarroti di Monfalcone escludono la valutazione automatizzata degli studenti senza l’intervento e la validazione finale dell’insegnante. Si tratta in sostanza di una ripresa dell’AI Act che vieta pratiche di valutazione automatica.

Sono disposizioni che richiamano due aspetti distinti del lavoro valutativo: la responsabilità professionale del docente e la possibilità di osservare anche le competenze mobilitate dallo studente nell’interazione con l’IA.

Per le scuole si apre quindi un terreno di riflessione che riguarda la progettazione delle verifiche, le rubriche di valutazione e la documentazione dei processi di apprendimento.

Quali strumenti utilizzare? Autorizzazioni, piattaforme e protezione dei dati

Un’altra dimensione riguarda la selezione degli strumenti utilizzabili nell’ambiente scolastico.

Il Buonarroti di Monfalcone individua specifiche applicazioni, tra cui Gemini, NotebookLM, Canva AI, ChatGPT e Genially, e stabilisce condizioni di accesso attraverso gli account istituzionali.

L’ITT «Ettore Majorana» di Milazzo disciplina invece il processo di valutazione e autorizzazione degli strumenti, facendo riferimento alla predisposizione di una lista di applicazioni consentite.

Anche il Corridoni prevede che gli studenti utilizzino piattaforme e account messi a disposizione dalla scuola, in ambienti controllati e protetti.

La scelta degli strumenti comporta questioni che vanno oltre le funzionalità didattiche: protezione dei dati personali, condizioni contrattuali, limiti di età, accessibilità, sicurezza e possibilità di utilizzo da parte di tutti gli studenti. Da questo punto di vista, il regolamento può essere accompagnato da procedure organizzative che permettano alla scuola di valutare nuove applicazioni e aggiornare nel tempo quelle già autorizzate.

Il regolamento riguarda anche docenti, dirigenti e personale ATA

L’intelligenza artificiale entra nella scuola anche attraverso la preparazione delle lezioni, la produzione di materiali, la gestione documentale e le attività amministrative.

L’IISS «Ettore Majorana» di Brindisi affronta queste dimensioni con un regolamento accompagnato da un codice etico. Il documento dedica attenzione alle responsabilità dei diversi soggetti, alla formazione, alla valutazione dei rischi e al raccordo con il Piano triennale dell’offerta formativa.

Il Costaggini di Rieti disciplina la governance interna, distinguendo le competenze del dirigente scolastico, del DSGA, del responsabile della protezione dei dati e degli eventuali referenti per l’intelligenza artificiale. Il documento precisa anche che la normativa non prevede un obbligo generale di istituire una specifica figura denominata «Responsabile dell’Intelligenza Artificiale», pur lasciando spazio a soluzioni organizzative interne.

Il Pastore di Varallo-Gattinara comprende disposizioni relative all’impiego dell’IA nella gestione amministrativa, alla formazione e alla valutazione dei rischi. Il confronto consente così di individuare una serie di questioni che interessano l’intera comunità scolastica: chi può proporre l’adozione di uno strumento, chi verifica la conformità delle piattaforme, quali responsabilità rimangono in capo alle persone e come accompagnare l’innovazione attraverso la formazione.

Il D.Lgs. 179/2026 e l’occasione di aggiornare i regolamenti

I documenti analizzati sono stati approvati prima dell’entrata in vigore, avvenuta il 23 ottobre, del decreto legislativo 179 del 7 ottobre 2026.

Il nuovo provvedimento contiene all’articolo 36 disposizioni dedicate alla formazione degli studenti in materia di intelligenza artificiale. In particolare, prevede la possibilità per le scuole di promuovere attività formative coerenti con l’educazione civica e la cittadinanza digitale, nonché moduli curricolari collegati alle discipline STEAM. Interviene inoltre sul tema dell’orientamento e dell’aggiornamento dei riferimenti curricolari.

Il decreto non introduce un obbligo generalizzato di riscrivere i regolamenti scolastici sull’IA. Offre tuttavia un ulteriore riferimento per le istituzioni che intendano riesaminare le proprie disposizioni alla luce dell’evoluzione normativa e delle esigenze didattiche.

Il quadro di riferimento comprende naturalmente anche l’AI Act europeo, il GDPR, la legge 132/2025 e le Linee guida ministeriali per l’introduzione dell’intelligenza artificiale nelle istituzioni scolastiche, adottate con DM 166/2025.

Dalle esperienze delle scuole alle domande per costruire un regolamento

La ricognizione dei nove documenti mette a disposizione diverse modalità attraverso le quali le scuole hanno affrontato questioni comuni.

Fra queste: la definizione degli usi didattici consentiti, le condizioni di autorizzazione degli strumenti, le modalità di dichiarazione dell’IA, la valutazione degli apprendimenti, la tutela dei dati personali, il ruolo delle famiglie, la formazione del personale e la distribuzione delle responsabilità organizzative.

Sono anche le questioni dalle quali possono partire le istituzioni scolastiche che non hanno ancora adottato un regolamento o che desiderano aggiornare quello esistente.

Il nuovo quadro normativo può rappresentare l’occasione per coinvolgere collegialmente docenti, dirigente, personale amministrativo e, secondo le modalità previste, studenti e famiglie in una riflessione sulle pratiche già diffuse e sulle condizioni del loro utilizzo.

Conoscere le soluzioni adottate da altre scuole può aiutare a rendere questa discussione più concreta, nel rispetto dell’autonomia e delle specificità di ciascuna istituzione.


I nove regolamenti consultati

I documenti sono riportati come fonti per la consultazione e l’approfondimento, senza alcuna graduatoria o valutazioni comparative. La scelta delle nuove scuole ha obbedito a criteri casuali.

Istituzione scolasticaLink al documento
Liceo scientifico «F. Lussana» – BergamoRegolamento IA – PDF
ISIS «M. Buonarroti» – Monfalcone (GO)Regolamento per l’utilizzo di strumenti IA -PDF
ITET «G. Girardi» – Cittadella (PD)Regolamento IA – PDF
ITIS «G. Armellini» – RomaRegolamento IA – PDF
ITT «E. Majorana» – Milazzo (ME)Regolamento IA – PDF
IPSIA «F. Corridoni» – Corridonia (MC)Regolamento IA – PDF
IPSEOA «G. Pastore» – Varallo-Gattinara (VC)Regolamento IA – PDF
IPSSEOA «R. A. Costaggini» – RietiRegolamento sull’uso dell’IA
IISS «E. Majorana» – BrindisiRegolamento IA e codice etico – Amministrazione trasparente – Permalik

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