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01.10.2025

IA, in Francia il primo Congresso nazionale. Il filosofo Luc Ferry: sostituirà la nostra intelligenza o le sarà complementare?

Si terrà il 9 ottobre prossimo all’università di Caen, in Normandia, il primo Congresso nazionale sull’Intelligenza Artificiale, organizzato dal quotidiano Ouest-France e dalla Regione Normandia. Circa 600 professionisti del settore, politici e intellettuali saranno presenti per discutere di un grande tema che inquieta un po’ tutti perché ancora non appare chiaro se l’IA sarà un’alleata o una nemica dell’ Intelligenza umana.

Per la seconda ipotesi propende in larga parte Luc Ferry, noto filosofo e scrittore francese, ex ministro dell’Educazione Nazionale, anche lui presente al Congresso di Caen, in libreria da qualche mese col suo ultimo saggio, “IA : grand remplacement ou complémentarité?” che potremmo liberamente tradurre con “IA: sostituirà la nostra intelligenza o le sarà complementare?”.

Domanda non da poco, alla quale il filosofo francese tenta di rispondere – anche se di risposte, ovviamente, non se ne troveranno – partendo dal 1997. Da quando cioè, un software di Intelligenza Artificiale, Deep Blue della IBM, ha giocato contro il campione del mondo di scacchi del tempo, Garry Kasparov, battendolo. 

Inaudito! Eppure, da allora, l’Intelligenza Artificiale ha conosciuto una progressione esponenziale che nessuno aveva previsto: le IA generative oggi producono testi, immagini, video, con delle prestazioni che superano largamente quelle prodotte dall’intelligenza umana. Di fronte a questa rivoluzione sono in molti a evocare il mito di Frankenstein, in cui la creatura sfugge al controllo del suo creatore. La maggior parte dei ricercatori – sostiene Ferry nel suo saggio – è convinta che nel prossimo decennio si concretizzerà una ‘super IA’ capace di surclassarci in ogni campo. Le domande che bisogna porsi sono molte e tutte allarmanti: vivremo in un mondo in cui le aziende non avranno più dipendenti umani? Non ci sarà più bisogno di pittori, scrittori, poeti, perché sarà l’IA a generare opere d’arte, romanzi, poesie? E così via, di domanda in domanda.

Pochi giorni fa, il quotidiano Le Figaro ha pubblicato un articolo di Luc Ferry, il cui titolo è già tutto un programma: “A che pro studiare se l’Intelligenza Artificiale ci può sostituire?”

È inutile credere – sostiene il filosofo francese – che l’Intelligenza artificiale sia un utile supporto per i nostri studenti. È molto di più di quanto affermato dai politici : l’IA sostituisce il lavoro e coloro che dicono il contrario, mentono. Più chiaro di così..

È in atto – continua Ferry – una sorta di «deskilling », la parola che gli inglesi utilizzano per esprimere la perdita di abilità e competenze. Questo sta accadendo : gli studenti liceali e universitari, invece di pensare, ragionare e imparare con i propri mezzi, affidano questo ‘incarico’ a dei Large Language Model, molto più performanti di loro in tutti gli ambiti dell’intelligenza e del sapere.

A questo proposito, il filosofo aggiunge un esempio : in un recente articolo del Financial Times, l’editorialista britannica Sarah O’Connor cita il caso di quei docenti universitari che constatano quanto siano migliorati i lavori fatti a casa dai loro studenti e quanto siano, al contrario, peggiorati quelli realizzati in aula.

Il fenomeno – conclude Ferry – non ha nulla di misterioso: i primi sono fatti con ChatGPT, Gemini o altre chatbot di Intelligenza Artificiale generativa; i secondi no, perché all’università non possono accedervi.

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