Il 25 giugno è una data importante per la storia della nostra Repubblica: quel giorno, esattamente 80 anni fa, si insediava l’Assemblea costituente, il cui compito era stato stabilito dal Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 98/1946.
Si trattava innanzitutto di redigere la nuova Costituzione che sostituisse lo Statuto albertino del 1848 ma anche di votare la fiducia al governo, approvare le leggi di bilancio e ratificare i trattati internazionali.
La seduta di quel giorno venne presieduta dal senatore Vittorio Emanuele Orlando, nella sua funzione di parlamentare decano, ma subito si procedette alla nomina del presidente effettivo della assemblea.
La scelta cadde su Giuseppe Saragat il cui discorso di apertura è stato anche utilizzato proprio quest’anno per una delle tracce della prova di Italiano all’esame di maturità.
Molte delle parole pronunciate da Saragat potrebbero avere un significato ancora oggi; rivolgendosi a tutti i presenti il presidente sottolineava: “Ricordatevi che la democrazia non è soltanto un rapporto fra maggioranza e minoranza, non è soltanto un armonico equilibrio di poteri sotto il presidio di quello sovrano della Nazione, ma è soprattutto un problema di rapporti fra uomo e uomo. Dove questi rapporti sono umani, la democrazia esiste; dove sono inumani, essa non è che la maschera di una nuova tirannide”.
E ancora: “Oltre all’elaborazione delle leggi fondamentali dello Stato repubblicano, altri doveri vi sovrastano. In primo luogo quello di offrire al Paese, pur nelle necessarie e feconde divergenze, l’esempio della concordia e del più alto civismo”.
L’Italia stava uscendo da un lungo conflitto, da 20 di dittatura e da un periodo di guerra civile, il lavoro che la Costituente aveva di fronte non era né facile né breve, ma proprio grazie al tentativo, in larga misura riuscito, di tenere unite le diverse sensibilità politiche, culturali e umane, alla fine si arrivò ad approvare un testo largamente condiviso.
Dobbiamo anche ricordare che il 28 giugno l’Assemblea costituente nominò Enrico De Nicola come Capo provvisorio dello Stato con 396 voti su 501, dopo una serie di consultazioni formali e informali che convennero però su un punto: il presidente provvisorio doveva essere di “fede” monarchica (non dimentichiamo che al referendum del 2 giugno, dalla Campania in giù la Monarchia aveva stravinto)
Al fine di redigere la Carta Costituente, il 15 luglio 1946 venne istituita una commissione speciale o Commissione dei 75, incaricata di redigere il progetto della Costituzione da discutere poi in aula.
I 75 vennero divisi in tre commissioni: la prima, presieduta da Umberto Tupini, dedicata ai diritti e doveri dei cittadini. La seconda, presieduta da Umberto Terracini, era dedicata all’organizzazione costituzionale dello Stato. La terza, sui rapporti economici e sociali era presieduta da Gustavo Ghidini.
In piena estate i lavori iniziarono.
Il progetto di Costituzione fu approntato e presentato al Parlamento il 4 marzo del 1947.
Il 22 dicembre 1947 la Costituzione venne approvata, il 27 dicembre il testo venne promulgato a firma del Presidente della Repubblica Enrico De Nicola e entrò in vigore il 1 gennaio 1948.
Un’altra era iniziava.
Ed è un bene che agli studenti italiani che quest’anno hanno sostenuto l’esame di Maturità sia sta offerta l’opportunità di riflettere su un evento decisivo della nostra storia.