Il CIDI (Centro Iniziativa Democratica Insegnanti), insieme alla sua rivista insegnare, ha deciso di chiamare i partiti dell’area progressista a una riflessione comune sull’ idea di scuola, rifiutando la logica della scuola-azienda e della scuola ridotta a cinghia di trasmissione del mercato.
L’associazione intende coinvolgere le persone di scuola a tutti i livelli (studenti, insegnanti e dirigenti, ma anche soggetti collettivi e individuali esterni alla scuola che credono nel suo valore emancipante e nel ruolo della cultura per la democrazia).
La proposta è contenuta in un ampio documento che verrà presentato ufficialmente a partire dal 19 ottobre nel corso di incontri in presenza e on line.
Il documento parte da un’analisi critica dello stato dell’istruzione pubblica in Italia, denunciando la svolta autoritaria e anacronistica impressa dal governo di destra. Le attuali politiche – evidenzia l’associazione – ripropongono modelli punitivi e selettivi legati all’idea della scuola-azienda e alla propaganda dell’emergenza. Secondo il CIDI, sanzionare il disagio giovanile o l’emigrazione dei giovani anziché affrontarne le cause strutturali mina la tenuta democratica del Paese.
Contro l’idea di una scuola del “merito” per pochi, il manifesto rivendica la piena attuazione del mandato costituzionale. La scuola pubblica deve configurarsi come una comunità di apprendimento democratica, inclusiva e orientata al pensiero critico, capace di garantire l’emancipazione e la crescita “per tutti e per ciascuno”.
1. La scuola come organo costituzionale
Attuare l’Articolo 3 della Costituzione rimuovendo gli ostacoli che impediscono l’uguaglianza sostanziale. L’infanzia e l’adolescenza vanno riconosciute come tempi pieni di esperienza culturale. Si richiede l’abrogazione immediata delle misure del Ministro Valditara (nuove Indicazioni Nazionali 2025, riforma dei tecnici, modello 4+2 e ridimensionamento dell’istruzione professionale) per rimettere al centro la persona dell’allievo.
2. Autonomia scolastica e libertà di insegnamento
Tutelate dagli Articoli 33 e 34 della Costituzione e dal D.L. 297/1994, la libertà di insegnamento e l’autonomia costituiscono il cuore della professionalità docente. Si rifiutano la sorveglianza pedagogica e l’uso punitivo delle sanzioni, proponendo il rilancio degli organi collegiali, dei consigli di classe e della co-progettazione con i territori.
3. Tempi, cicli e dimensionamento
4. Superamento del 4+2 e scuola dell’adolescenza
Abrogazione del modello 4+2, che introduce canalizzazioni e selezioni precoci a 14 anni. Il primo biennio della secondaria di secondo grado deve diventare un percorso unitario ad equivalenza formativa, ponendo le basi per l’innalzamento dell’obbligo formativo fino ai 18 anni.
5. Percorsi post-16 anni e istruzione degli adulti
Dopo i 16 anni occorre potenziare e articolare i trienni superiori, l’IeFP, l’apprendistato formativo e i percorsi ITS. Parallelamente, si chiede il rilancio dei CPIA per garantire l’educazione permanente in età adulta (lifelong learning).
6. Cittadinanza, inclusione e Ius Soli
Riconoscimento dello ius soli per figlie e figli di genitori stranieri nati in Italia, come diritto fondamentale di cittadinanza. Si ribadisce la difesa del modello inclusivo italiano per alunni con disabilità o fragilità, contrastando qualsiasi forma di segregazione o esternalizzazione della cura.
7. Valutazione formativa contro la scuola punitiva
In attuazione del D.L. 62/2017, la valutazione deve sostenere l’apprendimento e non giudicare la persona. Si propone:
8. Intelligenza Artificiale: gestione pedagogica e critica
L’uso dell’IA va governato garantendo il primato della progettualità docente e vietando strumenti di sorveglianza, profilazione automatizzata o riconoscimento facciale degli studenti. Si richiede formazione al pensiero critico e l’adozione di piattaforme pubbliche e gratuite.
9. Professionalità docente e stop al precariato
Formazione iniziale qualificata e formazione in servizio riconosciuta come diritto-dovere retribuito e valorizzato. Si chiede il ridimensionamento della SAFI e la stabilizzazione degli organici (docenti e ATA) per superare la precarietà strutturale e garantire continuità didattica.
10. Investimenti ordinari e scuola presidio del territorio
Superamento della logica dei bandi e dei voucher a favore di investimenti strutturali su edilizia, trasporti e tempo pieno, riorientando le risorse dalla spesa militare alla cultura della pace. Risposta al calo demografico attraverso alleanze tra comuni, per mantenere scuole di qualità anche nelle aree periferiche e interne.