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18.10.2026
Aggiornato alle 18:53

Il CIDI chiama a raccolta l’area “progressista” a difesa della scuola pubblica: rifiutiamo la logica della scuola-azienda

Valentina Chinnici, presidente nazionale Cidi (Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti)

Il CIDI (Centro Iniziativa Democratica Insegnanti), insieme alla sua rivista insegnare, ha deciso di chiamare i partiti dell’area progressista a una riflessione comune sull’ idea di scuola, rifiutando la logica della scuola-azienda e della scuola ridotta a cinghia di trasmissione del mercato.
L’associazione intende coinvolgere le persone di scuola a tutti i livelli (studenti, insegnanti e dirigenti, ma anche soggetti collettivi e individuali esterni alla scuola che credono nel suo valore emancipante e nel ruolo della cultura per la democrazia).

Il documento del CIDI

La proposta è contenuta in un ampio documento che verrà presentato ufficialmente a partire dal 19 ottobre nel corso di incontri in presenza e on line.
Il documento parte da un’analisi critica dello stato dell’istruzione pubblica in Italia, denunciando la svolta autoritaria e anacronistica impressa dal governo di destra. Le attuali politiche – evidenzia l’associazione – ripropongono modelli punitivi e selettivi legati all’idea della scuola-azienda e alla propaganda dell’emergenza. Secondo il CIDI, sanzionare il disagio giovanile o l’emigrazione dei giovani anziché affrontarne le cause strutturali mina la tenuta democratica del Paese.
Contro l’idea di una scuola del “merito” per pochi, il manifesto rivendica la piena attuazione del mandato costituzionale. La scuola pubblica deve configurarsi come una comunità di apprendimento democratica, inclusiva e orientata al pensiero critico, capace di garantire l’emancipazione e la crescita “per tutti e per ciascuno”.

Le 10 Proposte Operative del CIDI

1. La scuola come organo costituzionale

Attuare l’Articolo 3 della Costituzione rimuovendo gli ostacoli che impediscono l’uguaglianza sostanziale. L’infanzia e l’adolescenza vanno riconosciute come tempi pieni di esperienza culturale. Si richiede l’abrogazione immediata delle misure del Ministro Valditara (nuove Indicazioni Nazionali 2025, riforma dei tecnici, modello 4+2 e ridimensionamento dell’istruzione professionale) per rimettere al centro la persona dell’allievo.

2. Autonomia scolastica e libertà di insegnamento

Tutelate dagli Articoli 33 e 34 della Costituzione e dal D.L. 297/1994, la libertà di insegnamento e l’autonomia costituiscono il cuore della professionalità docente. Si rifiutano la sorveglianza pedagogica e l’uso punitivo delle sanzioni, proponendo il rilancio degli organi collegiali, dei consigli di classe e della co-progettazione con i territori.

3. Tempi, cicli e dimensionamento

  • Sistema 0-6: Potenziamento della rete pubblica 0-3 per superare il divario socio-territoriale ed estensione del tempo pieno nella scuola dell’infanzia, in particolare nel Mezzogiorno.
  • Fascia 3-14: Sviluppo di una vera comprensività negli Istituti Comprensivi, rivedendo il dimensionamento scolastico oltre i soli parametri numerici per tutelare periferie e aree interne.
  • Tempo scuola esteso: Superamento dei bandi e dei progetti episodici a favore di un tempo pieno e prolungato strutturale, integrato da laboratori, sport e socializzazione contro la povertà educativa e l’abulia digitale.

4. Superamento del 4+2 e scuola dell’adolescenza

Abrogazione del modello 4+2, che introduce canalizzazioni e selezioni precoci a 14 anni. Il primo biennio della secondaria di secondo grado deve diventare un percorso unitario ad equivalenza formativa, ponendo le basi per l’innalzamento dell’obbligo formativo fino ai 18 anni.

5. Percorsi post-16 anni e istruzione degli adulti

Dopo i 16 anni occorre potenziare e articolare i trienni superiori, l’IeFP, l’apprendistato formativo e i percorsi ITS. Parallelamente, si chiede il rilancio dei CPIA per garantire l’educazione permanente in età adulta (lifelong learning).

6. Cittadinanza, inclusione e Ius Soli

Riconoscimento dello ius soli per figlie e figli di genitori stranieri nati in Italia, come diritto fondamentale di cittadinanza. Si ribadisce la difesa del modello inclusivo italiano per alunni con disabilità o fragilità, contrastando qualsiasi forma di segregazione o esternalizzazione della cura.

7. Valutazione formativa contro la scuola punitiva

In attuazione del D.L. 62/2017, la valutazione deve sostenere l’apprendimento e non giudicare la persona. Si propone:

  • L’estensione della valutazione qualitativo-descrittiva per livelli nel primo ciclo, superando i voti numerici;
  • L’abrogazione del voto di condotta e dei relativi automatismi sanzionatori;
  • L’avvio di un dibattito sull’abolizione delle bocciature nel primo ciclo, sostenuto da un’adeguata formazione docimologica.

8. Intelligenza Artificiale: gestione pedagogica e critica

L’uso dell’IA va governato garantendo il primato della progettualità docente e vietando strumenti di sorveglianza, profilazione automatizzata o riconoscimento facciale degli studenti. Si richiede formazione al pensiero critico e l’adozione di piattaforme pubbliche e gratuite.

9. Professionalità docente e stop al precariato

Formazione iniziale qualificata e formazione in servizio riconosciuta come diritto-dovere retribuito e valorizzato. Si chiede il ridimensionamento della SAFI e la stabilizzazione degli organici (docenti e ATA) per superare la precarietà strutturale e garantire continuità didattica.

10. Investimenti ordinari e scuola presidio del territorio

Superamento della logica dei bandi e dei voucher a favore di investimenti strutturali su edilizia, trasporti e tempo pieno, riorientando le risorse dalla spesa militare alla cultura della pace. Risposta al calo demografico attraverso alleanze tra comuni, per mantenere scuole di qualità anche nelle aree periferiche e interne.

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