Luca Migliorisi ritorna in libreria con le nuove indagini del vicequestore aggiunto del corpo forestale Claudio Izzo, che abbiamo già incontrato, in due precedenti thriller, alle prese, prima con pericolosi scorpioni sfuggiti ai controlli delle dogane e poi con un assassino che si dilettava di mettere pappagalli impagliati dentro le pance delle sue vittime.

D’altra parte, la professione di Izzo gli riserva questi casi, come l’ultimo con cui ha a che fare, “Morph e i segreti di Cthulhu”, Algra, 17,00 €. Che è un cold case, questa volta, accaduto negli anni Novanta del 900, riguardante la sparizione di tre ragazze di una scolaresca dentro una cavità dell’Argimusco, un altopiano roccioso nei pressi di Montalbano Elicona (ME), noto per i suoi megaliti antropomorfi e zoomorfi, e forse utilizzati, in epoca preistorica, anche come osservatorio astronomico, dove si erano recate in gita con i loro prof.
Un cane randagio, a cui manca una zampa per una fucilata, è il motore dell’intera storia, dal momento che si presenta a casa con un osso umano, bruciacchiato e scheggiato, probabilmente da morsi. L’orrore immediatamente dà alla narrazione le sue lugubri tonalità, mentre Izzo, come sempre arrabbiato di fresco e in lotta contro il mondo, cerca di capire quel mistero che improvvisamente si è parato davanti a lui.
Da quell’inatteso ritrovamento si passa alle successive indagini che portano il nostro vicequestore in giro per la Sicilia, compreso l’anfiteatro romano di Catania dove, decenni addietro, tramanda una leggenda popolare, una intera scolaresca si sarebbe smarrita fra i suoi meandri bui e sotterranei.
Associare dunque i due eventi, quella della sparizione fra i cunicoli tenebrosi dell’Argimusco e l’altra fra gli antri della vecchia costruzione romana, è un colpo. E Izzo, con fiuto poliziesco e intuizioni sottili da studioso di veleni e allucinogeni, lentamente cerca di raccapezzarsi nella intricata faccenda, venendo così a contatto con riti esoterici e culti demoniaci, all’interno dei quali si fa strada la terribile, raccapricciante figura di Cthulhu, il dio cosmico nato dalla fantasia dello scrittore H.P. Lovecraft.
Che Izzo, il quale scrive in prima persona, aumentando così il pathos e le paure più buie e nascoste del lettore, cita regolarmente, insieme al mitico “Morph”, il fantastico colubro che contribuisce a creare ambienti demoniaci e pestiferi, mentre lo stesso inquirente, Izzo, vacilla di fronte a tanto spasimo della ragione.
Anche l’Etna, nelle cui viscere sono custoditi segreti arcani, diventa custode di inquietanti presenze, conclamate dalle eruzioni e dalle lave dei canaloni. Tra giallo investigativo, thriller esoterico e noir, Migliorisi riesce a creare ambienti e situazioni che quasi impongono al lettore di sussultare e rabbrividire, mentre ritroviamo lo stile dello scrittore, col suo personaggio, Izzo, che non le manda a dire, immerso com’è, sia nelle sue certezze di uomo di legge e sia nelle tante citazioni di conoscitore dei vasi comunicanti dell’uomo, grazie alle sue numerose e colte letture.