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Il numero chiuso non è salutare: il governo non cambia verso, contestiamo i test!

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Cambiano i governi ma l’assurdo sistema del numero chiuso per l’accesso agli studi di Medicina e Chirurgia rimane tale. Nei giorni successivi all’insediamento del governo la stessa ministra Giannini si era detta perplessa; oggi alla vigilia dei test nulla è cambiato ed anzi quest’anno abbiamo assistito al tentativo di comprimere la platea degli ammessi alle facoltà e all’anticipo ad Aprile dei test, che sta creando non pochi problemi agli studenti maturandi.
“Tantissimi i docenti che in queste settimane hanno lanciato l’allarme che gli studenti avevano con largo anticipo denunciato: continuare con i programmi ordinari e la preparazione alla maturità durante i mesi dei test d’ingresso è impossibile – dichiara Roberto Campanelli, coordinatore dell’Unione degli Studenti – Con questo meccanismo contraddittorio si dequalifica il diploma e si rendono ancora più escudenti i test d’accesso. Il Miur sta investendo su un sistema di valutazione e selezione che privilegia lo strumento unico dei test, dal numero chiuso all’Invalsi noi crediamo che questa non sia assolutamente la strada da percorrere: gli studenti non sono numeri e il nostro diritto di scegliere ed emanciparci non è in vendita.”
“La situazione del comparto sanitario è ormai prossima al collasso- dichiara Alberto Campailla, Portavoce Nazionale di LINK-Coordinamento Universitario. – Il numero chiuso sbarrerà le porte dell’università ad 1 aspirante medico su 7, una gara ingiusta che lede il diritto allo studio di tante e tanti ma anche e soprattutto il diritto alla salute dell’intero Paese. Abbiamo lanciato l’allarme tramite un dossier che denuncia che nel nostro Paese c’è un disperato bisogno di medici, ne mancheranno più di 20.000 da qui al 2018 se non si faranno scelte radicali.   E’ sotto gli occhi di tutti come questo sistema sia costoso, discriminatorio e lesivo del diritto allo salute e allo studio, a questo proposito chiediamo si apra un dibattito che guardi oltre i nostri confini, guardando ai modelli che si presentano in altri paesi.
“Quanti sono gli studenti che non meritano di studiare, emanciparsi, mettere a disposizione del Paese le proprie conoscenze? Dal 2008 ad oggi l’università italiana ha espulso oltre 30.000 studenti, l’Italia è al primo posto nelle classifiche internazionali per tasso di dispersione ed abbandono scolastico, agli ultimi per numero di laureati: alla luce di ciò crediamo sia pericoloso e miope rafforzare i sistemi di sbarramento all’accesso dei percorsi universitari ed esterderli alla totalità dei corsi di laurea, come si è già massicciamente fatto per quasi il 60% di essi. – continua Federico Del Giudice, portavoce nazionale della Rete della Conoscenza. – Domani volantineremo davanti a tutte le sedi dei test e l’8, il 9 e il 10 saremo nelle città, negli atenei e di fronte alle sedi MIUR per denunciare le conseguenze drammatiche del numero chiuso e per rivendicarne una revisione radicale.”
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