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Il romanzo di Houellebecq, tra Islam e sesso

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  • GUERINI

Il romanzo, apprezzato da Bernard-Henri Levy e da Emmanuel Carrere, che lo ha definito “un’opera sublime”, ancor prima di arrivare in libreria ha avuto un boom di prenotazioni sulla scia del dibattito che ha scatenato in Francia dove è uscito per Flammarion il 7 gennaio, proprio nel giorno dell’attentato a Charlie Hebdo.

Ad avere per la prima volta la sensazione che il sistema politico nel quale era cresciuto e si era abituato a vivere “potesse esplodere di colpo” è Francois, professore universitario, appassionato studioso di Huysmans, che a Parigi si dibatte tra fugaci avventure e ossessioni amorose in un cruciale momento di cambiamento politico nella Francia in piena campagna elettorale che vede contrapposti il leader del partito speciale di Fratellanza musulmana e la candidata dell’estrema destra del Fronte Nazionale.

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Romanzo di fantapolitica, ma neppure tanto, come lo ha definito lo stesso autore de ‘Le particelle elementari’, e di cui, dopo tanto discutere, sembra già di conoscere la trama, in realtà ‘Sottomissione’ è anche un libro sul rapporto con la religione e sul sesso raccontato, come è nelle corde di Houellebecq, nel modo più diretto ed esplicito. “In fondo il c…. era l’unico dei miei organi che non si fosse mai manifestato alla mia coscienza per il tramite del dolore, ma solo per quello del piacere”. E ancora: “si dice spesso che l’orgasmo femminile sia complesso, misterioso; per me, tuttavia, a essere ancor più sconosciuto era il meccanismo del mio orgasmo” pensa Francois mentre è a letto con l’amata Myriam che se ne andrà a Tel Aviv.

Intanto avanza il partito della Fratellanza musulmana, inventato dall’autore e creato “sul modello dei partiti musulmani all’opera nei paesi arabi” a cui più dell’economia interessano la demografia e l’istruzione. Così Houellebecq, vincitore del Premio Goncourt nel 2010 con ‘La Carta e il Territorio’, che dopo l’attentato a Charlie Hebdo ha ammesso di “avere paura” e sospeso la promozione del libro, ci porta a immaginare una Francia dove ogni bambino possa beneficiare a scuola di un insegnamento islamico e dove le donne si sposino il più presto possibile e siano avviate soprattutto verso l’educazione domestica. Dove il programma scolastico viene adattato agli insegnamenti del Corano e le cinque preghiere quotidiane sono rispettate.

 

 

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Ad appoggiare Ben Abbes, che guarda anche oltre la Francia, è un fronte allargato che vuole sconfiggere l’estrema destra e questo “terremoto”, questa “esplosione del sistema politico” che porterà all’Eliseo Ben Abbes colpirà direttamente anche il professore che verrà allontanato dall’insegnamento perchè “il nuovo statuto dell’università islamica di Parigi III-Sorbona non mi consentiva di proseguirvi l’attività” racconta nel libro. E la cosa incredibile è che la “magia ipnotica sprigionata da Ben Abbes sin dall’inizio continuasse – dice il protagonista del libro – a funzionare”. Colpisce anche che, dopo lo sconvolgimento di Francois anche in lui cominci a farsi strada una certa ammirazione per le nuove riforme che sconfiggono disoccupazione e criminalità e per le risorse messe a disposizione dalla nuova Sorbona islamizzata fino al suo ritorno all’ateneo – con alle lezioni “belle, velate, timide” studentesse – fino alla finale accettazione, o sottomissione per opportunismo, all’Islam. (Ansa)