Ennesima tragedia consumatasi all’interno di un istituto scolastico: questa volta tutto è avvenuto nel campus di una scuola, l’Ateneo de Zamboanga nel sud delle Filippine. Lo riporta SkyTg24.
Durante la mattina di oggi, martedì 18 agosto, un alunno si è introdotto nella scuola armato di un fucile e di una pistola calibro 45; dopo aver mancato un insegnante seduto alla cattedra, si è diretto in un’altra aula dove ha ucciso uno studente prima di togliersi la vita.
L’attacco, che ha causato anche il ferimento di altre due persone e costretto all’evacuazione immediata di centinaia di studenti terrorizzati, ha spinto le autorità locali e nazionali a disporre indagini urgenti e misure preventive per garantire che le scuole rimangano un luogo sicuro.
L’aggressore indossava una telecamera e ha trasmesso l’assalto in diretta streaming sui social network, in particolare su Facebook. Nel video, la canna dell’arma si muove lungo i corridoi riproducendo la prospettiva visiva tipica di un videogioco sparatutto in prima persona, mentre si sentono le urla dei bambini in uniforme scolastica che fuggono terrorizzati.
Questa agghiacciante sovrapposizione tra la realtà drammatica della violenza e i codici visivi della simulazione virtuale solleva interrogativi urgenti sul rapporto che le nuove generazioni intrattengono con la tecnologia e sulla spettacolarizzazione del dolore online.
Il presidente delle Filippine, Ferdinand Marcos Jr, ha ordinato alle forze dell’ordine di indagare sull’accaduto e di individuare le misure necessarie a prevenire episodi di violenza negli istituti scolastici. “Le nostre scuole sono il luogo a cui affidiamo i nostri figli perché imparino, crescano e sognino la vita che li aspetta. Devono essere anche tra i posti più sicuri del nostro Paese”, ha dichiarato in una nota.