Mi chiamo Pina Ascione e vi scrivo in veste di cittadina e madre, sperando possiate dare voce a una riflessione sul nostro sistema scolastico che ritengo fondamentale per il benessere di molti ragazzi. Ho già provveduto a inviare questa proposta in forma ufficiale al Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Il sistema attuale organizza i percorsi formativi seguendo rigidamente il criterio dell’età anagrafica. Tuttavia, lo sviluppo emotivo, relazionale e cognitivo dei bambini non è lineare. Costringere un alunno a rimanere in un gruppo classe con cui non condivide i tempi di maturazione, solo per evitare la “perdita di un anno”, si rivela spesso controproducente, alimentando isolamento e disagio psicologico.
Nella mia storia personale, la ripetenza (avvenuta per tre volte) non è stata un fallimento punitivo, ma una reale salvezza: mi ha permesso di trovare il mio equilibrio relazionale con studenti più giovani, facendomi fiorire sia nel rendimento scolastico sia nel benessere personale. Oggi vedo mio figlio vivere la stessa identica esigenza: una chiara preferenza e un migliore inserimento con i bambini più piccoli, a fronte di un forte disagio con i coetanei della sua età.
Chiedo che il Ministero e il mondo della scuola valutino l’introduzione di una flessibilità strutturata: un “Anno di Consolidamento dello Sviluppo”. Non una bocciatura punitiva legata al rendimento o alle sanzioni, ma uno strumento pedagogico e preventivo, attivabile su richiesta condivisa della famiglia e degli specialisti, che permetta all’alunno di seguire il proprio reale ritmo di crescita emotiva e intellettiva, senza lo stigma sociale del fallimento.
Spero che la mia storia possa aprire un dibattito utile e costruttivo tra i vostri lettori. Vi autorizzo alla pubblicazione della presente lettera.
Pina Ascione