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Prima Ora - Notizie del 31 luglio

31.07.2026

Immissioni in ruolo, Barbacci (Cisl Scuola) sul doppio canale: “Tanti precari hanno le carte in regola, passo importante”

Lo scorso 29 luglio, in settima Commissione al Senato è ripreso l’esame della proposta relativa al doppio canale di reclutamento, promossa dalla senatrice Ella Bucalo. Si tratta del disegno di legge 545 su “Disposizioni in materia di formazione e reclutamento degli insegnanti” presentato nel febbraio 2023.

Le parole di Barbacci (Cisl Scuola)

A dire la sua, oggi, Ivana Barbacci, segretaria generale CISL Scuola, in un comunicato: “Si tratta di una modalità di reclutamento in linea con quanto la CISL Scuola rivendica da tempo, a partire da quando, con la Legge 107 del 2015, si fecero assunzioni esclusivamente dalle GAE, dalle quali tuttavia rimaneva fuori chi, pur avendo maturato tre anni di servizio, non aveva mai avuto l’opportunità di inserirsi in quelle graduatorie, il cui accesso era stato chiuso nel 2008”.

“Dal 2020 – sottolinea Ivana Barbacci – sono state istituite le GPS e avviati diversi cicli di abilitazione; sono tantissimi i precari che hanno le carte in regola non solo per svolgere supplenze, ma anche per accedere al ruolo. Non c’è alcuna ragione per non riconoscere il valore della professionalità acquisita in anni e anni di lavoro precario, con un’esperienza sul campo grazie alla quale, non dimentichiamolo, il sistema scolastico è messo in grado di funzionare”.

“Anche grazie alle sollecitazioni della CISL Scuola, dal 2023 con opportuni interventi di legge di legge si sono date opportunità di accesso al ruolo agli idonei dei concorsi 2020 e per tanti idonei dei concorsi PNRR c’è oggi la possibilità di essere assunti attraverso gli Elenchi Regionali, altra soluzione introdotta di recente e fortemente caldeggiata dalla nostra organizzazione”.

“Sulle legittime aspettative del personale precario sono stati fatti importanti passi avanti – sostiene Ivana Barbacci – ma serve intervenire in modo strutturale sul sistema di reclutamento, nell’ottica di un sistema a doppio canale che la CISL Scuola ha più volte indicato come soluzione equa e funzionale, rispondente alle attese di chi accumula anni di lavoro precario, ma anche di una stabilità del lavoro che favorirebbe l’effoicacia e la qualità del sistema scolastico. Proprio l’esperienza fatta sul sostegno ci indica la possibile soluzione: estendere quella modalità di reclutamento anche alle assunzioni sui posti comuni e ai precari abilitati presenti nelle GPS. Avremmo cosi un sistema misto, dando opportunità a chi affronta e supera un concorso, ma valorizzando anche la professionalità acquisita in anni di lavoro precario, consentendo a migliaia di studenti di avere in cattedra un docente abilitato”.

“Si sta discutendo al Senato un disegno di legge, presentato nel febbraio 2023 dalla senatrice Bucalo, che va sostanzialmente in questa direzione. Io credo – conclude la segretaria generale CISL Scuola – che con i necessari adeguamenti a quanto prevedono i più recenti interventi normativi in materia di reclutamento, in particolare prevedendo un’equa ripartizione di quote fra Elenchi Regionali e GPS, si possa fare un passo importante verso il modello del doppio canale che rimane per la CISL Scuola la soluzione più opportuna e funzionale. Se poi ci si prendesse una ragionevole pausa prima di bandire nuovi concorsi, si potrebbe dare risposta alle attese di tanti con la prospettiva di avviare senza ulteriori tensioni un sistema di reclutamento equo, equilibrato e stabile”.

Il testo del ddl

Il disegno di legge muove dalla necessità di affrontare il fenomeno del precariato scolastico. L’obiettivo della proposta è fornire una risposta definitiva al problema del reclutamento.

Il fulcro della riforma, previsto dall’articolo 1, è la modifica delle modalità di assunzione per i posti comuni e di sostegno: si prevede che i posti vacanti rimasti dopo le normali immissioni in ruolo siano assegnati con contratto a tempo determinato ai docenti iscritti nella prima e seconda fascia delle GPS. Durante questo anno di contratto, i candidati svolgeranno un percorso di formazione e prova; in caso di valutazione positiva, verranno assunti a tempo indeterminato con decorrenza giuridica dal 1° settembre dell’anno di inizio del servizio.

Per i docenti assunti dalla seconda fascia delle GPS, la stabilizzazione è subordinata alla partecipazione a specifici corsi universitari annuali di abilitazione e specializzazione. Questi percorsi, organizzati dagli atenei in collaborazione con le scuole e l’amministrazione regionale, mirano a completare la formazione disciplinare e didattica, sviluppando anche competenze relazionali e comunicative. Il mancato superamento dell’esame finale permette la ripetizione del percorso, ma la partecipazione è obbligatoria, pena la decadenza dalla procedura di stabilizzazione.

L’articolo 3 interviene sulla carenza di docenti specializzati sul sostegno. Si prevede l’accesso al corso di specializzazione (TFA Sostegno), anche in sovrannumero, per tutti i soggetti risultati idonei nelle precedenti selezioni o che abbiano maturato almeno ventiquattro mesi di servizio su posto di sostegno nel sistema nazionale di istruzione.

La riforma introduce novità anche per la mobilità dei docenti di ruolo, prevedendo attività formative specifiche per facilitare il passaggio tra diverse classi di concorso o tra posto comune e sostegno. Per quanto riguarda gli insegnanti di religione cattolica, l’articolo 4 dispone che le assunzioni avvengano su tutti i posti vacanti e disponibili attingendo dagli idonei dell’ultima procedura concorsuale.

Infine, il disegno di legge introduce misure per gestire la fase di transizione e risolvere contenziosi pregressi. Le graduatorie dei concorsi ordinari vengono integrate con chi ha raggiunto il punteggio minimo alle prove orali e la loro validità è prorogata fino alla pubblicazione dei nuovi concorsi. Viene inoltre garantita la conferma in ruolo per il personale assunto “con riserva” che ha superato positivamente l’anno di prova, annullando eventuali provvedimenti di licenziamento già notificati per garantire la continuità didattica.

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