Ancora storie di precariato lungo tutta la vita: una docente ha ottenuto il ruolo a ben 63 anni, dopo 23 anni di supplenze. Si tratta di una insegnante di religione che ha atteso anni per poter fare il concorso, intervistata da Il Fatto Quotidiano.
La donna, che è già nonna, sta iniziando l’anno di prova. Ecco le sue parole: “Alla mia età le colleghe spesso mi chiedevano stupite ‘Come, tu non sei di ruolo?’. Ora sono a mio agio. Avrò diritto anch’io alla carta docente che per anni non ho avuto e banalmente, per entrare in un museo in qualità di insegnante, non dovrò rifare l’apposito modulo ogni anno. Più di vent’anni di precariato sono spiazzanti. Dal punto di vista contrattuale mi hanno riconosciuto da sempre gli scatti d’anzianità e grazie al rapporto di fiducia nato con l’ufficio diocesano ho sempre avuto un incarico annuale. Il rischio, nel corso di questi lunghi anni, è stato quello di perdere improvvisamente la cattedra per un taglio di ore”.
“Quando ho iniziato a fare la docente avevano bandito da poco il primo concorso nel 2004. Si diceva che ne avrebbero fatti ancora, uno ogni tre anni ma più trascorreva il tempo più mi rendevo conto che l’obiettivo si allontanava. Mi preoccupavo sempre più di dover studiare per una prova a cinquant’anni. Ogni anno era quello giusto ma siamo arrivati al 2025”, ha spiegato.
Ecco le sue parole sul concorso svolto: “Sono fiera di averlo fatto. Sono orgogliosa di averlo superato con ottimi risultati ma è stato stressante. Essendo straordinario abbiamo fatto solo una prova orale ma alla mia età ho dovuto riprendere in mano libri, leggi, manuali. Mi son fatta aiutare dai miei figli per imparare ad adoperare Canva e ho dovuto studiare sottraendo tempo alla famiglia”.