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Aggiornato il 16.10.2025
alle 13:00

Indicazioni nazionali, Cisl Scuola: il Consiglio di Stato conferma tutti i nostri dubbi. Bisogna riaprire il confronto

Le osservazioni con le quali il Consiglio di Stato motiva il rinvio al Ministero del testo delle Nuove Indicazioni Nazionali, con la richiesta di una diversa riformulazione, non sono poche, né di poco conto: lo sostiene Cisl Scuola, in un comunicato che arriva in queste ore.
Le osservazioni – sottolinea il sindacato di Ivana Barbacci – riguardano la rispondenza del testo alla normativa europea con tratti di anacronismo, l’impegno finanziario, l’analisi di impatto, ovvero delle motivazioni che hanno reso necessario innovare le disposizioni previgenti; si evidenzia fra l’altro il mancato accoglimento di molte osservazioni del CSPI, rilevando inoltre una nutrita serie di imprecisioni formali nella stesura del testo.

“La CISL Scuola – si legge nel comunicato – aveva fin dall’inizio manifestato le proprie riserve e perplessità rispetto a un’operazione di radicale riscrittura delle indicazioni vigenti, trascurandone i molti aspetti che le rendevano tuttora attuali e seguendo un percorso che anche per la ristrettezza dei tempi programmati non avrebbe consentito, come necessario, un ampio coinvolgimento del mondo della scuola nella definizione di un nuovo testo”.

A questo punto, secondo il sindacato di Ivana Barbacci, “occorre non limitarsi, da parte del Ministero, a correzioni formali rispetto alle osservazioni del Consiglio di Stato, ma riaprire da subito un confronto più ampio ed esteso che, a partire da una più attenta considerazione del parere espresso dal CSPI, punti a coinvolgere più direttamente di quanto sin qui avvenuto le istituzioni scolastiche, valorizzando il mondo della scuola e il prezioso patrimonio di competenza, esperienza e professionalità di cui dispone, risorsa fondamentale per ogni progetto che voglia essere di crescita e miglioramento e non di semplice cambiamento”.

Nel corso della giornata in tanti sono intervenuti per chiedere che adesso si apra una nuova stagione finalizzata soprattutto ad aprire un dibatto non formale sul documento ministeriale.
Si tratta di vedere se effettivamente il Ministero vorrà dare avvio al dibattito e al confronto o se – al contrario – deciderà di “tirare dritto”

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