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10.12.2025

Indicazioni Nazionali, cosa è previsto per la scuola dell’infanzia?

Nuove Indicazioni Nazionali per il primo ciclo, pubblicato il testo sul sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Cosa si dice sulla scuola dell’infanzia?

La scuola dell’infanzia, rivolta ai bambini di età compresa tra 3 e 6 anni, rappresenta la prima articolazione del sistema educativo di istruzione e formazione e fa parte del Sistema integrato “zerosei”. Le sue finalità principali sono la maturazione dell’identità personale nelle sue dimensioni affettive, cognitive e sociali, la progressiva conquista dell’autonomia (in termini di iniziativa personale e autoregolazione), la promozione di una crescita armonica e del benessere psico-fisico, e lo sviluppo di competenze comunicative e dell’avvio al pensiero riflessivo.

La scuola dell’infanzia ha anche una funzione sociale, in quanto contribuisce alla coesione e all’inclusione in contesti eterogenei, esercitando un ruolo di prevenzione contro la dispersione scolastica e le povertà educative.

L’ambiente educativo in questo grado è caratterizzato dall’offerta di esperienze concrete e da modalità di apprendimento che rispettano i ritmi naturali di sviluppo. La scuola è definita come un luogo del fare, del sentire, del pensare e dell’agire relazionale, dove i bambini sono incoraggiati a esplorare e scoprire in modo intenzionale e organizzato le diverse dimensioni della loro realtà di vita. Uno strumento metodologico fondamentale è il gioco, riconosciuto per la sua valenza euristica di sviluppo personale e apprendimento, che attraverso le sue diverse forme (simbolico, di finzione, strutturato) attiva processi complessi come la manipolazione della realtà, l’autocomprensione emotiva, la concentrazione e la cooperazione. Anche l’interazione con l’universo digitale avviene in chiave ludica, mediata didatticamente dall’insegnante, al fine di ampliare il vissuto e le competenze.

I campi di esperienza

L’organizzazione didattica si fonda sul costrutto dei “campi di esperienza”, che rappresentano gli “ambienti del fare e dell’agire del bambino” e i settori specifici di competenza. Il loro mantenimento è motivato da ragioni pedagogiche legate al riconoscimento dell’esperienza infantile come terreno per la costruzione unitaria di saperi e per la maturazione delle competenze personali (sensoriali, affettive, cognitive, ecc.). I campi di esperienza supportano la realizzazione di un curricolo del quotidiano in continuità con i servizi per l’infanzia e con la scuola del primo ciclo, fornendo agli insegnanti quadri culturali per interpretare e amplificare le esperienze dei bambini. Essi promuovono inoltre iniziative di sensibilizzazione alla cittadinanza, includendo temi come il rispetto di sé e degli altri, la salute, l’igiene e la cura del patrimonio culturale.

I cinque campi di esperienza sono:

  • Il sé e l’altro, mirato a costruire l’identità personale e a riconoscere l’altro nelle sue differenze, sviluppando libertà e responsabilità;
  • Il corpo e il movimento, che promuove la consapevolezza della corporeità come canale di comunicazione, conoscenza e benessere psico-fisico, esercitando la capacità di autoregolazione e le competenze fino- e grosso-motorie;
  • Immagini, suoni e colori, che attraverso l’esplorazione dei materiali e l’uso di diversi linguaggi (musicale, grafico-pittorico, plastico) sviluppa la creatività, l’immaginazione e l’espressione dei vissuti emotivi;
  • I discorsi e le parole, che si concentra sulla padronanza della lingua italiana, sull’arricchimento lessicale e sull’avvio alla familiarizzazione con una seconda lingua;
  • La conoscenza del mondo, attraverso cui si elabora il pensiero riflessivo esplorando l’ambiente e socializzando le esperienze, ponendo le basi per i saperi disciplinari successivi (matematico-scientifici, storici, ecc.).

Le parole di Valditara

“Con la firma delle nuove Indicazioni nazionali si volta pagina. Dal prossimo anno scolastico vi sarà il ritorno della centralità della storia occidentale, la valorizzazione della nostra identità, la riscoperta dei classici che hanno contraddistinto la nostra civiltà. Ripristiniamo inoltre il valore della regola, a partire da quella grammaticale, e del latino”: con queste parole il ministro Valditara ha annunciato in queste ore di aver firmato ieri, 9 dicembre, il decreto sulle Nuove Indicazioni nazionali.

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