Arrivano ancora notizie agghiaccianti di abusi su minori, questa volta da parte di un ex insegnante di religione, accusato di violenza sessuale ripetuta nei confronti di sette minori. L’uomo che dal 2023 era stato allontanato dall’istituto scolastico paritario dove insegnava, continuava a vivere nella canonica del parroco che lo ospitava da anni. Venerdì sera la polizia si è presentata proprio lì per notificargli l’arresto, eseguito dalla Squadra Mobile. La misura è scattata a seguito di indagini avviate dopo la denuncia di un ex allievo.
Come riporta il Corriere, il giorno seguente all’arresto, una ventina di genitori ha circondato il sacerdote che ospitava l’uomo in canonica, chiedendo spiegazioni. La tensione è stata altissima. “Ci dovevi avvisare, questa persona è stata a contatto con i nostri bambini fino a venerdì sera” ha tuonato uno dei padri presenti. “Tu sapevi e non hai fatto nulla, hai protetto lui, ma non era lui che dovevi protegger”. Le parole del parroco si sono scontrate con un muro di rabbia collettiva: i genitori hanno chiesto non solo l’allontanamento immediato dell’arrestato, ma anche quello del sacerdote, ritenuto corresponsabile per non aver informato la comunità. L’ex insegnante si trovava ancora in canonica al momento delle proteste, in attesa di essere trasferito in una struttura idonea agli arresti domiciliari o, in alternativa, in carcere. Il parroco ha tentato di difendersi: “La Curia mi ha detto delle indagini interne, avrei dovuto mandarlo via… non me la sono sentita di lasciarlo per strada, ma non ho mai avuto un quadro completo delle accuse, quello è emerso solo dagli articoli sui giornali”.
L’istituzione aveva disposto il licenziamento dell’uomo dall’incarico di insegnante già nel 2023, disponendo dunque di elementi sufficienti per agire, senza tuttavia procedere a una denuncia all’autorità giudiziaria. La segnalazione alla magistratura è arrivata invece quest’anno, per iniziativa di un ex allievo. Nel periodo intercorso, l’ex educatore ha continuato a frequentare liberamente chi voleva, senza alcun incarico ufficiale ma senza restrizioni. La Diocesi ha voluto precisare, in una nota del vescovo, che la permanenza dell’uomo in canonica “si deve esclusivamente alla scelta personale del parroco, in violazione di una formale indicazione in senso contrario da parte dell’ordinario diocesano”.