Quattro militari italiani sono morti e undici sono rimasti feriti nello schianto di un elicottero Chinook dell’Esercito nel distretto di Brčko, in Bosnia. A bordo c’erano 15 militari della missione Eufor Althea. Tra i messaggi di cordoglio c’è quello del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
Le vittime sono i sergenti dell’Esercito Simone Ruggia e Claudio Marchesi, e per la Croce Rossa il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci. Nessuno degli undici feriti rischia la vita. La Difesa ha inviato un’équipe medica e aperto un’inchiesta. Secondo le prime informazioni, i due militari dell’Esercito, pilota e specialista, appartenevano al primo reggimento Antares di Viterbo.
L’incidente è avvenuto nel pomeriggio, senza maltempo. Il ministero della Difesa parla di cause in corso di accertamento e tra le ipotesi c’è un possibile urto con cavi ad alta tensione. Eufor riferisce di un addestramento di routine. L’ambasciatrice d’Italia in Bosnia-Erzegovina, Sarah Castellani, spiega che la dinamica non è chiara e che l’incidente sarebbe avvenuto in fase di decollo dall’aeroporto di Brčko. Per diversi testimoni, il velivolo volava a bassa quota e virava più volte.
Il presidente Sergio Mattarella ha espresso «profonda commozione» in un messaggio al capo di Stato Maggiore della Difesa. La premier Giorgia Meloni, insieme al ministro Guido Crosetto, ha deposto rose al Circo Massimo, dove è allestito il Villaggio della Difesa in vista del 4 novembre, invitando chi vorrà a portare un fiore: “non vi dimenticheremo”, ha scritto su X. Valditara ha espresso “profondo cordoglio”, augurando ai feriti una pronta guarigione, e solidarietà e gratitudine alle Forze armate, che operano “al servizio della pace e della sicurezza”. In occasione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, Montecitorio verrà illuminata con il tricolore dal tramonto del 4 all’una del 5 novembre.