Ieri, 10 giugno, il generale Roberto Vannacci, europarlamentare ormai leader del partito nascente Futuro Nazionale, ha partecipato alla trasmissione Otto e mezzo, in onda su La7, condotta dalla giornalista Lilli Gruber.
Vannacci, ex leghista, ha illustrato il suo pensiero e risposto alle domande incessanti della sua interlocutrice, snocciolando concetti e convinzioni: c’è stato spazio, tra i tanti temi, anche per una battuta sull‘inclusione.
Il generale ha spiegato di non essere di “estrema destra” ma di una “destra autentica”. Poi, parlando di tasse e di una probabile “patrimoniale”, ha aggiunto: “La solidarietà sociale, al di là dei paroloni filosofici come ’empatia’, ‘fratellanza’ ed ‘inclusione’ si esplica con il pagamento delle tasse. Ma se non ho più una società coesa questa coesione si sfalda”.
Insomma, l’inclusione è solo un parolone filosofico? Ricordiamoci che il controverso militare ha rilasciato tempo fa un’intervista a La Stampa in cui ha detto di essere favorevole a classi separate per alunni con disabilità.
“Quello su cui dovremmo stare attenti è la famiglia, perché la famiglia che educa i ragazzi, è la scuola. Perché è la scuola che contribuisce all’istruzione e anche all’educazione di questi ragazzi e se non ci sono i campanelli d’allarme su questi ragazzi che effettivamente compiono questi gesti estremi, ebbene, la nostra società deve essere rivista”. A dirlo è stato Vannacci, leader di Futuro Nazionale, durante un comizio tenuto a Milazzo, in provincia di Messina.
Parlando con il cronista dell’Adnkronos sul divieto di accesso ai social per i ragazzi sopra i 15 anni e i metaldetector a scuola, su cui sta puntando il Governo Meloni, Roberto Vannacci si è detto assai perplesso: “Io penso che questi siano provvedimenti di contorno – ha commentato l’ex braccio destro di Matteo Salvini -: il problema che abbiamo distrutto la famiglia, l’abbiamo trasformata in qualche cosa di ‘liquido’: abbiamo detto che l’educazione doveva essere ceduta ai servizi per l’infanzia e questi sono i risultati”.
“Allora ritorniamo invece – ha proseguito Vannacci – all’educazione dove il padre e la madre impartiscono quelli che sono i principi, i valori e gli ideali della società della quale fanno parte. E poi ritorniamo a una scuola che sia dura e selettiva: oggi la scuola non prepara il cittadino di domani, non prepara il professionista di domani”.