Si svolge oggi, mercoledì 4 marzo, alle 15, il question time alla Camera. A rispondere anche il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, su una interrogazione sulla riforma della cosiddetta filiera formativa tecnologico-professionale 4+2 (Loizzo – Lega).
Ecco il testo dell’interrogazione:
LOIZZO, MOLINARI, ANDREUZZA, ANGELUCCI, BAGNAI, BARABOTTI, BENVENUTO, BILLI, BISA, BOF, BORDONALI, BOSSI, BRUZZONE, CANDIANI, CAPARVI, CARLONI, CARRÀ, CATTOI, CAVANDOLI, CECCHETTI, CENTEMERO, COIN, COMAROLI, CRIPPA, DARA, DE BERTOLDI, DI MATTINA, FORMENTINI, FRASSINI, FURGIUELE, GIACCONE, GIAGONI, GIGLIO VIGNA, GUSMEROLI, IEZZI, LATINI, LAZZARINI, MACCANTI, MARCHETTI, MATONE, MIELE, MONTEMAGNI, MORRONE, NISINI, OTTAVIANI, PANIZZUT, PIZZIMENTI, PRETTO, RAVETTO, SUDANO, TOCCALINI, ZINZI e ZOFFILI. — Al Ministro dell’istruzione e del merito. — Per sapere – premesso che:
la riforma della filiera formativa tecnologico-professionale prevede un percorso quadriennale di istruzione secondaria di secondo grado, seguito da un percorso formativo presso gli Its academy (filiera 4+2), e rappresenta una delle innovazioni più significative introdotte negli ultimi anni nel nostro sistema di istruzione e formazione. Essa ha l’obiettivo di integrare in modo strutturale la formazione scolastica e l’alta specializzazione tecnica, rafforzando il collegamento con il tessuto produttivo e riducendo il divario tra domanda e offerta di elevate competenze;
la sperimentazione di questo modello è stata introdotta con il decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144, e, successivamente, il decreto-legge 9 settembre 2025, n. 127, ha disposto il consolidamento dei percorsi della filiera formativa tecnologico-professionale all’interno dell’offerta formativa del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione, disciplinandone l’attivazione;
si tratta di una riforma che guarda alle esigenze del Paese. I dati sull’occupazione dei giovani che conseguono un diploma di tecnico superiore presso un Its academy sono, infatti, estremamente incoraggianti: secondo le rilevazioni più recenti, oltre l’80 per cento dei diplomati trova lavoro a un anno dal conseguimento del titolo, in coerenza con il percorso di studi svolto;
tale dato è in netta controtendenza rispetto al fenomeno, purtroppo ancora preoccupante, dei giovani che non studiano e non lavorano (neet) in Italia, che rappresentano una delle percentuali più alte in Europa e costituiscono una vera emergenza sociale ed economica;
in questo quadro, il percorso 4+2 si configura come uno strumento strategico per contrastare la dispersione scolastica, ridurre il mismatch tra competenze richieste dalle imprese e formazione offerta e offrire ai giovani italiani opportunità concrete di inserimento qualificato nel mondo del lavoro;
i numeri, ad oggi, confermano il successo di questa riforma strategica per il mondo della scuola: si registra un’adesione particolarmente significativa nelle regioni del Mezzogiorno, dove il modello 4+2 sta incontrando un interesse crescente;
in questo contesto, un impatto positivo della riforma, in termini di orientamento, coinvolgimento delle imprese e prosecuzione naturale verso gli Its academy, potrà tradursi in una reale svolta per il futuro dei nostri giovani e per la competitività del sistema Italia –:
quali riscontri, in termini di iscrizioni ai percorsi quadriennali della filiera formativa tecnologico-professionale (filiera 4+2) si registrino sul territorio nazionale, se vi siano differenze significative tra le diverse aree geografiche e quali siano i dati aggiornati relativi alle adesioni da parte degli istituti scolastici.
(3-02528)
Ecco la risposta di Valditara:
“Vi era una urgenza alla base della riforma. La necessità di colmare il disallineamento tra competenze fornite dalla scuola e quelle richieste dal sistema produttivo. La riforma è compiuta e ha raggiunto risultati concreti e misurabili, molto positivi. I dati delle iscrizioni 2026/2027 parlano chiaro: il risultato più significativo riguarda proprio il 4+2”.
“Abbiamo raddoppiato gli iscritti quest’anno, continuando l’ottima tendenza dell’anno scorso. Quest’anno dunque 10532 iscritti ad oggi rispetto ai 5449 dell’anno scorso. Un’adesione che testimonia l’apprezzamento per un modello capace di guardare al futuro con quasi 20mila studenti complessivamente coinvolti da questi percorsi. Questo successo è risultato anche dell’ampliamento dell’offerta formativa. Con l’autorizzazione di 532 nuovi percorsi il numero totale degli istituti che li attivano supera quota 700”.
“I dati confermano che siamo riusciti a costruire un canale formativo di prim’ordine fondato sull’interlocuzione stabile con il mondo del lavoro. C’è un’alta adesione al Sud, è un dato particolarmente positivo che conferma una forte voglia di futuro e di crescita. Offriamo sempre più opportunità lavorative di qualità e ben retribuite ai nostri giovani e più competitività alle nostre imprese”.
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato i dati sulle iscrizioni per l’anno scolastico 2026/2027, evidenziando il forte successo dei percorsi quadriennali della filiera tecnologico-professionale (4+2), che con 10.532 iscritti raddoppiano quasi i numeri dello scorso anno e superano complessivamente i 20.000 studenti coinvolti, con un vero boom nel Mezzogiorno. I Licei restano la scelta prevalente con il 55,88% delle preferenze, cresce del 32,5% il nuovo Liceo del Made in Italy, mentre gli Istituti tecnici scendono leggermente al 30,84% e gli Istituti professionali salgono al 13,28%. L’ampliamento dell’offerta, con 532 nuovi percorsi autorizzati e oltre 700 scuole coinvolte (di cui circa 400 per la prima volta), rafforza una rete in sinergia con ITS Academy, università e imprese; secondo il ministro Giuseppe Valditara, la riforma rappresenta una risposta concreta alle sfide del futuro e alle esigenze del mondo del lavoro.
Anche la Flc-Cgil interviene sui dati delle iscrizioni 2026/27 criticando l’enfasi del Ministero dell’Istruzione e del Merito sui percorsi quadriennali del secondo ciclo e denunciando la sottovalutazione delle richieste di tempo scuola nella primaria e nella secondaria di primo grado, oltre ai persistenti divari territoriali tra Nord e Sud. Il sindacato, guidato da Gianna Fracassi, ridimensiona i numeri della filiera tecnologico-professionale: i 10.532 iscritti rappresenterebbero una quota minima rispetto ai circa 560 mila alunni di prima e, se i 700 percorsi attivati fossero davvero attrattivi, dovrebbero registrare almeno 17.500 iscrizioni (considerando 25 studenti per classe). Secondo la Flc, il rischio concreto è il ricorso sistematico alle deroghe per formare classi anche con pochissimi alunni, con la conseguenza che, a organici invariati, in altre scuole si creino classi sovraffollate, le cosiddette “classi pollaio”.