Un commento ai dati sulle iscrizioni per il 2026/27 arriva anche da Flc-Cgil che coglie l’occasione per ricordare che il Ministero starebbe sottovalutando i dati relativi alla richiesta di tempo scuola alla primaria e alla secondaria di primo grado.
“Tutta l’attenzione – si legge nel comunicato del sindacato – si concentra su percorsi di quattro anni al II grado, mentre permangono i consueti squilibri territoriali nell’offerta di tempo scuola tra Nord e Sud del Paese”.
“I numeri del tecnologico–professionale – sostiene Flc – sono, come ogni anno, paragonati a loro stessi, cioè considerati come implementazione delle iscrizioni dell’anno precedente. Considerando anche che in alcune situazioni hanno raggiunto 2 soli iscritti per il percorso autorizzato, siamo ben lontani da un interesse crescente di studenti e famiglie”.
Prosegue il sindacato guidato da Gianna Fracassi: “La portata dello sforzo e delle pressioni ministeriali ha raggiunto quest’anno 10.532 iscritti sul totale di alunni di prima pari a circa 560 mila ( 562.733 – dati MIM 2024), sebbene si tratti di una stima, considerato che il Ministero da più di un anno non pubblica i dati ufficiali, ormai secretati”.
E qui il sindacato fa un calcolo realistico: “Se i 700 percorsi indicati nel comunicato del MIM fossero stati realmente apprezzati da famiglie, studentesse e studenti, calcolando il numero minimo di 25 alunni previsto dalla normativa, le iscrizioni avrebbero dovuto essere non meno di 17.500”.
Il risultato pratico sarà che “pur di salvare un percorso quadriennale e riuscire a formare le classi della filiera (anche di 6 alunni!), si imporrà, per il terzo anno consecutivo, il ricorso alle deroghe nella formazione delle classi”.
A latere, bisogna anche osservare che, in assenza di un aumento complessivo degli organici, per garantire il funzionamento di classi con un numero particolarmente ridotto di alunni risulta poi necessario, in altri contesti della stessa regione formare classi ben più numerose.
Forse il fenomeno delle cosiddette “classi pollaio” va letto e interpretato anche alla luce di una lettura più completa e analitica dei dati.