L’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) ha presentato ufficialmente CLAIST 2025, la nuova Mappa aggiornata e condivisa dei percorsi di istruzione e dei titoli di studio italiani. Si tratta di un’operazione di “aggiornamento profondo” necessaria per riflettere le numerose riforme nazionali e le revisioni delle classificazioni internazionali avvenute dopo l’ultima versione, risalente ormai al 2003.
La CLAIST non è una semplice lista, ma un sofisticato sistema di metadati progettato per favorire l’interoperabilità tra individui, amministrazioni pubbliche e mondo della ricerca. L’obiettivo principale è creare una base comune che faciliti la lettura e l’integrazione dei dati amministrativi con quelli delle indagini statistiche. Grazie a questo strumento, sarà possibile derivare classificazioni standard per le aree disciplinari, i titoli di studio e i programmi formativi, sia a livello nazionale che internazionale.
La nuova mappa si distingue per essere esaustiva e sintetica al tempo stesso. Copre l’intero spettro formativo, partendo dai servizi per la prima infanzia (nidi e sezioni primavera) fino ai titoli di istruzione terziaria superiore, come i dottorati di ricerca.
Uno degli aspetti più innovativi è la storicizzazione: la CLAIST include non solo i percorsi attuali, ma anche quelli del passato potenzialmente ancora in possesso della popolazione. Questo permette di mappare realtà storiche come gli istituti magistrali o d’arte, accorpandoli o distinguendoli secondo criteri metodologici rigorosi per evitare duplicazioni dovute a errori o cambi di denominazione istituzionale.
Il cuore tecnico della CLAIST 2025 è una struttura gerarchica articolata su sei livelli di dettaglio:
Ogni percorso è identificato da un codice nazionale a 18 cifre (COD_CLAIST) e associato a codifiche internazionali come ISCED (per i programmi e i titoli) e ISCED-F (per le aree disciplinari).
La CLAIST 2025 non guarda solo all’aula, ma anche alla professione. La mappa è stata infatti agganciata all’Atlante del lavoro e delle qualificazioni attraverso il Settore Economico Professionale (SEP). Questo inserimento permette di mettere in relazione i percorsi formativi con i processi lavorativi e le aree di attività (ADA), offrendo uno strumento prezioso per la certificazione delle competenze e l’analisi del mercato del lavoro.
Istat ha precisato che la CLAIST è stata costruita per essere dinamica. La struttura permette futuri “aggiornamenti verticali”, per recepire nuove riforme ordinamentali, e “orizzontali”, per inserire ulteriori attributi informativi. In questa prima versione, ad esempio, sono stati già inclusi i nuovi corsi di dottorato AFAM e i percorsi quadriennali della scuola secondaria attualmente in sperimentazione.