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01.10.2026

Istituti Tecnici e Professionali diventano licei, ma siamo sicuri che il cambio di nome renderà i corsi più attrattivi per alunni e famiglie?

Il Ministro Giuseppe Valditara non si stanca di ripetere, a ragione, dell’opportunità che gli ITS Academy rappresentano per i territori e per il loro sviluppo. In una delle sue ultime visite ha ribadito come gli ITS aprono ampi spazi di adattamento dei percorsi formativi (nuove specializzazioni?) alle necessità e richieste locali attraverso la sinergia nella progettazione (seppur non in compresenza didattica) di percorsi specialistici tra imprese, scuole e ITS. Ciò significa ha continuato il Ministro, “arricchire l’offerta formativa in direzione del territorio”.

Non c’è dubbio che queste finalità si raggiungono solamente se oltre ad una strategia di coordinamento ed interazione, dichiarata dal Ministro, il percorso venga supportato (aggiungo io) da una visione di insieme coerente e di prospettiva del sistema formativo e, soprattutto, di quello scolastico accompagnati da una visione strategica della sua funzione chiara e acclarata da norme e disposizioni utili e conducenti all’obiettivo da raggiungere. 

Visione, coerenza e strategie nelle politiche scolastiche, che non sempre vengono avvertite chiaramente dagli attori che dovranno essere co-protagonisti sia dello sviluppo territoriale che della nuova funzione che si vorrebbe disegnare. Infatti i risultati si ottengono quando si condividono obiettivi e strategie chiare e mezzi e strumenti adeguati per raggiungerli.

Ben consapevoli che ogni percorso innovativo e riformatore di sistemi consolidati non sempre trova tutti concordi si ritiene che l’arma vincente possa consistere nella coerenza e certezza delle obiettivi proposti.

Coerenza e certezza che la proposta di riforma degli Istituti Tecnici, disegnata dal DL 144/22 e successive norme applicative, non si è avuto modo di apprezzare ad oggi. Infatti ci si chiede: se la chiave vincente è quella del coordinamento e della risposta alle esigenze territoriali, come mai gli spazi di autonomia e flessibilità delle scuole sono stati abbandonati?

Cosa rimane del DL 144/2022? Certo ben poco se già con il DM 29/26 e le indicazioni per la predisposizione dell’organico delle autonomie scolastiche del 2026-27 e, ulteriormente, con il recente DL n. 170 del 30 settembre ’26, il nuovo quadro orario, dei diversi indirizzi, vede molto ridimensionati, quando non annullati, quegli spazi che qualificavano il percorso riformatore degli indirizzi.

Spazi che avrebbero consentito alle scuole, nella loro autonomia e assunzione di responsabilità, l’adattamento del proprio percorso formativo alle esigenze e richieste sia degli alunni (fornire loro competenze maggiormente spendibili sul mercato dell’occupazione) che del tessuto economico del territorio. Nel tentativo di ridurre, se non eliminare, il mismacth occupazionale tanto criticato negli ultimi 10 anni.

Infine la nuova denominazione, sia degli Istituti Tecnici che dei Professionali, in Licei ci spiazza. In quanto la qualità di una scuola, e del sistema scolastico di un Paese, non deriva certo dal suo “nome” ma dai professionisti che in essa operano e dalla professionalità con cui trasmettono saperi e competenze ai propri alunni. Ci sono sicuramente, nel sistema scolastico italiano, Licei di grande valore ed altri meno, così come istituti Tecnici e Professionali la cui qualità didattico-formativa è riconosciuta anche a livello europeo ed altri che, con l’abnegazione dei suoi professionisti, provano a far crescere e far acquisire un “possibile successo formativo” ai propri alunni.

Tutto ciò indipendentemente dal “NOME” della scuola. Oltretutto sembra del tutto infelice, e forse ulteriore stigmate, aver aggiunto al titolo di un “Istituto Professionale …”  quello di “Liceo Professionale …”. Ma crediamo davvero che il cambio di nome possa rispondere ad una maggiore attrattivi per gli alunni e le famiglie?

Ritengo di poter nutrire un legittimo dubbio. Ma il tempo, e il numero degli iscritti ai nuovi licei degli anni successivi, mi dirà se mi sono sbagliato. Lo spero con tutto il cuore per la fiducia che nutro nei confronti di tutta scuola.

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