I divari territoriali continuano a caratterizzare il sistema italiano dell’istruzione e del lavoro.
Secondo il rapporto ISTAT Livelli di istruzione e ritorni occupazionali – Anno 2025, nel Mezzogiorno soltanto il 18,7% delle persone tra i 25 e i 64 anni possiede un titolo terziario, contro il 23,1% del Nord e il 26,4% del Centro.
Anche la quota di chi possiede un titolo secondario superiore è inferiore: 40,6% nel Mezzogiorno, 47,1% al Nord e 46,2% al Centro.
Il divario tra Nord e Mezzogiorno nei tassi di occupazione diminuisce al crescere del livello di istruzione, pur rimanendo consistente. La differenza è di 23,4 punti tra le persone con titoli di studio bassi, 19,2 punti tra i diplomati e 10,2 punti tra chi possiede un titolo terziario.
Anche la disoccupazione presenta forti differenze territoriali: lo scarto tra Sud e Nord è di 10,5 punti per i titoli bassi, 6 punti per quelli secondari superiori e 2,5 punti per i titoli terziari.
Particolarmente marcato è il divario tra i giovani. Tra i laureati di 30-34 anni il tasso di occupazione raggiunge il 91,7% al Nord, l’86,1% al Centro e soltanto il 73,7% nel Mezzogiorno.
La distanza tra Nord e Sud è quindi di 18 punti percentuali, mentre tra i laureati di 35-64 anni si riduce a 5 punti. Nel Mezzogiorno, inoltre, il tasso di occupazione dei laureati di 30-34 anni è nettamente inferiore a quello dei laureati più adulti: 73,7% contro 86,1%.
L’ISTAT rileva una riduzione dei divari territoriali nell’occupazione dei diplomati e dei laureati rispetto agli anni precedenti.
I risultati confermano però che le opportunità offerte da un titolo di studio non sono uniformi sul territorio nazionale e che le difficoltà di inserimento lavorativo riguardano in modo particolare i giovani del Mezzogiorno.