La scelta del percorso di studio dopo il diploma incide sulle successive opportunità occupazionali.
Il rapporto ISTAT Livelli di istruzione e ritorni occupazionali – Anno 2025 evidenzia differenze significative tra gli indirizzi universitari, offrendo dati utili anche per le attività di orientamento delle scuole secondarie di secondo grado.
Tra i laureati di 30-34 anni, il tasso di occupazione più elevato si registra nell’area medico-sanitaria e farmaceutica, con il 90,1%.
Seguono le discipline scientifiche e tecnologiche STEM, con l’88,2%, e l’area socio-economica e giuridica, con l’85,5%.
Il tasso di occupazione più basso tra le quattro grandi aree considerate riguarda le discipline umanistiche e dei servizi, con il 78,9%.
Tutti i gruppi presentano dunque una quota maggioritaria di occupati, ma con differenze che superano gli 11 punti percentuali.
La distanza tra uomini e donne nella quota di laureati STEM è particolarmente marcata nel Nord, dove raggiunge 26,5 punti percentuali. Scende a 19,6 punti nel Centro e a 16,2 punti nel Mezzogiorno.
Anche nei percorsi con elevate opportunità occupazionali permangono squilibri. Tra i laureati STEM di 30-34 anni, il tasso di occupazione maschile raggiunge il 91,4%, contro l’83,3% femminile, con un divario di 8,1 punti.
L’ISTAT richiama inoltre l’attenzione sulla limitata diffusione in Italia dei percorsi terziari professionalizzanti di ciclo breve, erogati dagli ITS Academy.
Secondo i dati comparativi riportati nel documento, relativi al 2024, questi percorsi rappresentano meno dell’1% dei titoli terziari conseguiti dai 25-34enni in Italia.
La quota è invece del 29,2% in Spagna e del 22,5% in Francia, mentre nella media dei Paesi OCSE raggiunge il 15,8%.
L’ISTAT individua nella limitata disponibilità di tali percorsi uno dei fattori che contribuiscono alla distanza italiana dagli altri Paesi europei nella quota di giovani con un titolo terziario.
I dati suggeriscono l’importanza di presentare agli studenti un quadro completo delle opportunità formative dopo il diploma.
Università, percorsi AFAM e formazione terziaria professionalizzante concorrono infatti a definire le possibilità di prosecuzione degli studi.
Il confronto tra i diversi percorsi richiede però attenzione: i tassi di occupazione per area disciplinare riportati nel rapporto riguardano i laureati universitari di 30-34 anni e non costituiscono una graduatoria delle opportunità lavorative degli ITS Academy.