Registrati
03.11.2026

Dopo il diploma, quali percorsi offrono più lavoro? I dati ISTAT su lauree e ITS Academy

La scelta del percorso di studio dopo il diploma incide sulle successive opportunità occupazionali.

Il rapporto ISTAT Livelli di istruzione e ritorni occupazionali – Anno 2025 evidenzia differenze significative tra gli indirizzi universitari, offrendo dati utili anche per le attività di orientamento delle scuole secondarie di secondo grado.

Le differenze tra le aree disciplinari

Tra i laureati di 30-34 anni, il tasso di occupazione più elevato si registra nell’area medico-sanitaria e farmaceutica, con il 90,1%.

Seguono le discipline scientifiche e tecnologiche STEM, con l’88,2%, e l’area socio-economica e giuridica, con l’85,5%.

Il tasso di occupazione più basso tra le quattro grandi aree considerate riguarda le discipline umanistiche e dei servizi, con il 78,9%.

Tutti i gruppi presentano dunque una quota maggioritaria di occupati, ma con differenze che superano gli 11 punti percentuali.

Le differenze di genere nelle STEM

La distanza tra uomini e donne nella quota di laureati STEM è particolarmente marcata nel Nord, dove raggiunge 26,5 punti percentuali. Scende a 19,6 punti nel Centro e a 16,2 punti nel Mezzogiorno.

Anche nei percorsi con elevate opportunità occupazionali permangono squilibri. Tra i laureati STEM di 30-34 anni, il tasso di occupazione maschile raggiunge il 91,4%, contro l’83,3% femminile, con un divario di 8,1 punti.

Il ruolo degli ITS Academy

L’ISTAT richiama inoltre l’attenzione sulla limitata diffusione in Italia dei percorsi terziari professionalizzanti di ciclo breve, erogati dagli ITS Academy.

Secondo i dati comparativi riportati nel documento, relativi al 2024, questi percorsi rappresentano meno dell’1% dei titoli terziari conseguiti dai 25-34enni in Italia.

La quota è invece del 29,2% in Spagna e del 22,5% in Francia, mentre nella media dei Paesi OCSE raggiunge il 15,8%.

L’ISTAT individua nella limitata disponibilità di tali percorsi uno dei fattori che contribuiscono alla distanza italiana dagli altri Paesi europei nella quota di giovani con un titolo terziario.

Orientare oltre la sola scelta universitaria

I dati suggeriscono l’importanza di presentare agli studenti un quadro completo delle opportunità formative dopo il diploma.

Università, percorsi AFAM e formazione terziaria professionalizzante concorrono infatti a definire le possibilità di prosecuzione degli studi.

Il confronto tra i diversi percorsi richiede però attenzione: i tassi di occupazione per area disciplinare riportati nel rapporto riguardano i laureati universitari di 30-34 anni e non costituiscono una graduatoria delle opportunità lavorative degli ITS Academy.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate