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L’affaire dei prof di strumento nei licei musicali continua: tutti a rischio quelli del “Bianchi” di Cuneo

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Da settembre saranno destinati alle Medie, al sostegno o rimarranno senza cattedra. E comunque lavoreranno in un’altra scuola. Sono i 32 docenti del liceo musicale «Ego Bianchi» di Cuneo, che tra pochi mesi saranno tutti sostituiti: da colleghi vincitori di concorso, anche se senza esperienza. Il motivo: il ministero dell’Istruzione, dopo anni di proroghe e deroghe, ha introdotto le materie che loro insegnano da anni al Bianchi (come teoria, analisi e composizione, tecnologia musicale) nel mega concorsone che si sta preparando.

Anche La Stampa in un suo articolo denuncia quanto sta accadendo ai docenti dei licei musicali e coreutici, penalizzati senza che nessuno prenda provvedimenti.

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Una situazione, scrive il girnale,  paradossale che interessa anche i 140 alunni polistrumentisti. Il liceo musicale, che prevede anche un esame preliminare di accesso, ha due classi, con 30-32 ore settimanali e al pomeriggio corsi individuali per due strumenti, con i singoli docenti: dai fiati agli archi, dal pianoforte al basso elettrico. Quasi tutti i ragazzi, oltre al liceo artistico, frequentano anche Conservatorio o civici istituti musicali. 

Sono solo 5 le scuole di questo tipo in Piemonte (120 in Italia). Il vicepreside, Fulvio Cioce: «La sperimentazione musicale a Cuneo è tra le più vecchie d’Italia: il progetto sperimentale ’’Mozart’’ risale al ‘99, oltre a Cuneo e Arezzo, si partì anche a Brindisi, Tempio Pausania, Lucca. Tra 2007 e 2009 andammo a Roma più volte per preparare il nuovo indirizzo che, nel 2010, passò da sperimentazione a indirizzo liceale autonomo».

 

 LA TECNICA DELLA SCUOLA E’ SOGGETTO ACCREDITATO DAL MIUR PER LA FORMAZIONE DEL PERSONALE DELLA SCUOLA E ORGANIZZA CORSI IN CUI È POSSIBILE SPENDERE IL BONUS.

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La mobilitazione a livello nazionale è scattata la scorsa settimana, con appelli e petizioni: tra i firmatari anche il preside della scuola cuneese, Paolo Romeo. E anche i sindacati protestano: per «tutelare la qualità dell’insegnamento e delle professionalità acquisite dai docenti nei licei musicali». Dal Governo per ora nessuna risposta o soluzione.