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La Buona Scuola e il coraggio di Francesca Puglisi

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La senatrice Francesca Puglisi, responsabile Scuola PD, in un post apparso su Facebook ha voluto, per così dire, festeggiare l’anniversario del varo della Legge 107/15.

Lo ha fatto con una nota lunga, dettagliata e dai toni trionfalistici per il lavoro fatto e i risultati ottenuti. Considerando che è giornalista pubblicista e quindi con una certa esperienza nel campo della comunicazione, molto probabilmente ha riportato il suo pensiero con la consapevolezza che l’iniziativa avrebbe potuto non ottenere grandi consensi e offrendo comunque ai lettori la possibilità di commentare.

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In ogni modo lo ha fatto e alla responsabile scuola del PD bisogna darne atto perché ha rispettato il diritto di critica ed è andata avanti a testa bassa senza adottare alcuna strategia di comunicazione e mettendo la faccia. In poche ore la notizia è rimbalzata da un social all’altro, è finita sulle pagine dei giornali specializzati ma con centinaia di commenti che potrebbero essere sintetizzati – ad essere buoni – con un unico urlo “La Buona Scuola non ci piace”.

Vero è che si tratta di commenti lapidari, privi spesso di osservazioni tecniche diversamente da ciò che comunica la Puglisi che tenta di dare, aldilà dei toni trionfalistici, un resoconto da persona esperta nel ramo che usa un linguaggio facile da comprendere.

Non entriamo in questa sede nel merito di quanto ha scritto la Puglisi, ovvero se debbano condividersi o meno i commenti negativi, ma un’osservazione sul piano della comunicazione ci corre obbligo farla: la senatrice ha perso una buona occasione per non parlare.

Ha scelto coraggiosamente di ostentare i risultati ottenuti. Del resto – diceva Maradona – i rigori li sbaglia solo chi ha il coraggio di tirarli !! Ma qualcuno – aggiungiamo noi – deve pur batterli se vengono fischiati. Per l’anniversario del varo della Legge 107 è toccato alla Puglisi.

 

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