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La Camera boccia gli aumenti ai dirigenti scolastici

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Nella seduta di ieri la Camera dei Deputati, all’interno dei dibattito sulla Finanziaria 2005, ha bocciato, con 253 no e 199 sì, un emendamento all’art. 14, che prevedeva la creazione di un art. 14 bis, in cui – in relazione alle esigenze determinate dal processo di perequazione dei trattamenti economici della dirigenza scolastica – venivano stanziate risorse integrative per il Contratto collettivo della V Area dirigenziale.
Come è noto, la dirigenza scolastica italiana si trova dinanzi ad una situazione di vacanza contrattuale che non può essere giustificata visto che il quadriennio contrattuale è trascorso senza che il Governo avviasse neppure la trattativa con le parti sociali con la quale si sarebbe potuto recuperare  il tempo perduto, cioè gli effetti determinati dall’inflazione.
Questo nonostante l’impegno assunto pubblicamente dal Governo tramite il Sottosegretario Valentina Aprea, impegno che è stato però deluso ed abbandonato.
La dirigenza scolastica che, anziché essere stata valorizzata dalle norme sull’autonomia, è stata recentemente deprivata con l’assoggettamento allo spoils-system della legge Frattini.
La stessa riforma Moratti ha ignorato la dirigenza caricandola, per altro, da una serie di oneri ed incombenze rese ancora più gravi per i disagio della retribuzione economica.
L’articolo che è stato respinto a maggioranza dalla Camera di Deputati avrebbe reso giustizia e messo i dirigenti scolastici in migliori condizioni di lavoro che sono divenute ormai difficili.
La questione dei finanziamenti è divenuta cruciale. Non essendo state iscritte apposite risorse, né essendo stata avviata alcuna trattativa, si allontanano ancora una volta e ancora più gli obiettivi di realizzare l’equiparazione economica dei dirigenti con le altre dirigenze dello Stato.

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