19 marzo, festa del papà: dare senso a questa figura.
Riflettevo perchè non parlare dell’uomo “padre” e dare, proprio in questa occasione, oltre il mero ed ipocrita business commerciale, maggiore significato alla sua figura, ritrovando la vera essenza del ruolo ed i suoi valori più profondi ed importanti.
Parlare dell’uomo “padre” in un momento in cui la crescita culturale e sociale vuole creare e inventare nuovi ruoli, nuove situazioni, nuove alterazioni da una parte e la scienza o una parte di essa, lavora per manipolare cellule in laboratorio che forse non hanno un padre o neanche una madre o chissà….
Segnalare quindi, che proprio tutte queste recenti esperienze tendono ad espropriare e impoverire una delle funzioni più divine, unica ed insostituibile: la procreazione, la paternità.
Con tutto quello che ciò significa per l’uomo e per tutta l’umanità: perdere il fascino di creare insieme alla donna, l’emozione di dare Vita e contemporaneamente di arricchirla, donando a questa Vita tutta la propria storia, cultura, sentimenti ed emozioni.
Questa “storia” innata, congenita, connaturata, che gli scienziati chiamano “informazione genetica” e gli psicologi “imprinting”, per cui è comunque importante, fondamentale non limitare il ruolo più artistico e creativo: decidere con la propria partner di progettare e di finalizzare un atto di amore, creando una nuova opera d’arte diversa, unica, dissimile da tutte le altre.
Non è solo un problema di leggi, etica, morale, religione ma, anche un problema di sopravvivenza, di sicurezza e di qualità di vita dell’uomo perchè, se oggi ci si lamenta del vuoto, della carenza di valori, di ideali e che questi problemi sono direttamente legati e proporzionali alla scarsa attenzione, forse alla distrazione con la quale possiamo essere stati accolti, sviluppati, e formati, resta facile prevedere ed immaginare cosa potrà essere domani.
Dare significato quindi, al “padre” che dopo aver favorito all’inizio, l’unione e lo scambio affettivo tra madre e bambino, deve donargli la libertà, tagliando il metaforico cordone ombelicale per indirizzarlo verso il meglio della vita, permettendogli di esprimere al massimo il suo potenziale umano, mentale e fisico.
Quindi un padre presente che dovrà donare certezza, diradando le nebbie con il giusto ottimismo e fiducia.
La Vita può essere una bellissima esperienza ma, per godere della sua ricchezza meravigliosa ed affascinante abbiamo bisogno di “figure fondamentali” che ci sappiano guidare, altre “invenzioni” ed esperimenti sicuramente non potranno nulla di tutto ciò!
Buona riflessione.
Roberto Kudlicka