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La lobby delle armi, dopo la strage, al contrattacco in Usa: “Maestri armati l’avrebbero evitata”

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Lo riferisce huffingtonpost.it secondi cui Larry Pratt, direttore esecutivo di Gun Owners of America, ha accusato “i sostenitori della necessità del controllo sulle armi” di avere “le mani sporche di sangue di bambini”: “Leggi federali e statali insieme”, ha spiegato, “fanno in modo che nessun maestro, nessun amministratore, nessun adulto della scuola di Newtown avesse una pistola. Questa tragedia indica l’urgenza di eliminare il divieto di armi nelle aree educative”. Proprio nella notte tra giovedì e venerdì, il Michigan ha approvato una legge che permette al personale di vigilanza nelle scuole di portare armi, purchè non visibili.
Molti gruppi anti-armi-facili si trovavano già a Washington per riunioni e seminari quando è arrivata la notizia della strage di Newtown: “Dite a Jay Carney che oggi è il giorno di parlare contro la violenza di armi da fuoco”. Nel movimento anti armi fanno parte personaggi come il regista Michael Moore, autore di Bowling for Columbine, che ha chiesto con forza un dibattito e di decisioni sul controllo delle armi negli Stati Uniti, dopo avere ricordato la strage nella Columbine High School nel 1999 in cui furono uccisi 12 studenti ed un insegnante e che ci sono state almeno 31 sparatorie nelle scuole.
“Tra pochi minuti esperti e politici diranno che “questo non è il momento di parlare di controllo delle armi”. Davvero? Quando è questo momento?” 
Per Moore “il modo di onorare quei bambini morti è chiedere un rigido controllo sulle armi e un’assistenza psichiatrica gratuita”.
Moore poi se l’è presa direttamente con la principale lobby che si batte per il diritto al possesso delle armi, la National Rifle Association, (Nra): “La Nra odia la libertà”, ha scritto su Twitter. “Non vogliono che abbiate la libertà di mandare i vostri bambini a scuola aspettandovi che tornino a casa vivi”.