La scelta del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara di comunicare direttamente con le famiglie tramite i registri elettronici, bypassando dirigenti scolastici e istituti, come avevamo già riportato, sta sollevando un fronte compatto di proteste. Sindacati e presidi parlano di procedura irrituale e violazione dell’autonomia scolastica.
Al centro della polemica, ricostruita da Repubblica, c’è il registro elettronico, strumento introdotto nelle scuole italiane nell’anno scolastico 2012/2013 e diventato nel tempo il principale canale di comunicazione tra istituti e famiglie. In Italia, cinque piattaforme sono autorizzate dal Ministero alla sua gestione, e possono inviare messaggi alle famiglie solo per conto delle scuole, che pagano un canone annuale ai gestori. Eppure, per due volte nell’arco di un anno il ministro Valditara ha scelto una strada diversa: ha fatto contattare direttamente i gestori del registro dai propri dirigenti, ottenendo che le lettere ministeriali arrivassero sugli smartphone di mamme e papà senza passare per le scuole. La prima comunicazione risale al 22 maggio scorso e riguardava il “Piano estate”, con l’invito agli istituti a organizzare attività sportive, musicali e didattiche. La seconda, datata 16 aprile, informava i genitori dell’avvio da parte di Indire di percorsi formativi per il personale scolastico su rispetto, empatia e parità di genere.
La prima a reagire è stata la Flc Cgil (qui l’articolo), il giorno stesso della seconda comunicazione. Nel mirino del sindacato non c’è solo il contenuto della lettera, ma il metodo utilizzato. “Si tratta dell’ennesima violazione dell’autonomia scolastica che nei fatti mostra una profonda sfiducia nei confronti delle scuole”, ha dichiarato Monica Fontana, responsabile dei dirigenti Flc. Il sindacato ha diffidato il Ministero “dall’utilizzare i registri elettronici a fini propagandistici”, chiedendo il ritiro della comunicazione. Contestazioni arrivate anche sul fronte della pubblicità: in passato, come riportato da Repubblica, una delle cinque piattaforme aveva inserito banner pubblicitari nel registro (leggi qui), costringendo lo stesso Valditara a intervenire con una circolare ufficiale per ribadire che lo strumento deve essere utilizzato esclusivamente per finalità educative e organizzative.
Il fronte della protesta si è ulteriormente allargato. Come riferisce Repubblica, l’Associazione Nazionale Presidi (Anp) e la Cisl Scuola hanno inviato congiuntamente una lettera al ministro Valditara per chiedere una procedura più rispettosa dei dirigenti scolastici. Il problema, spiegano le due organizzazioni, è pratico oltre che di principio: “In più occasioni le famiglie si sono rivolte immediatamente alle scuole per avere chiarimenti su novità annunciate dal Ministero, trovando dirigenti e istituti non ancora informati o privi del tempo necessario per predisporre i necessari passaggi organizzativi e deliberativi”. La richiesta è chiara: “Ogni comunicazione rivolta alle famiglie tramite registro elettronico sia preceduta da una specifica informativa ai dirigenti scolastici con almeno 48 ore di anticipo”.